Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

The Iron Lady

The Iron Lady - Meryl Streep

The Iron Lady – Meryl Streep

La Lady britannica dal pugno di ferro viene impersonata da Meryl Streep, in un anno (come già visto con J. Edgar) che vuole sfoggiare subito due biografie importanti; capo dell’FBI e Margaret Thatcher, amata/odiata dal popolo britannico per le sue decisioni radicali e mai basate sul compromesso. Buona lettura!

La storia in breve
Una Margaret Thatcher 80enne va ad acquistare il latte e ha continui dialoghi da sola (in realtà sono con il marito, ma è morto da anni), interrotti dalla figlia che cerca di riportarla alla realtà. La biografia della Thatcher, oltre a quella di una donna indipendente, è costellata da massacri indicibili, pagati a duro prezzo per riportare l’Inghilterra agli antichi splendori; mentre assistiamo ai continui flashback vediamo una donna che fatica a liberare l’armadio del marito trattenendo questa specie di “fantasma” in sospeso, in bilico nella sua mente e tra i suoi continui whisky.

Il film
Meryl Streep è stata fortemente accusata da molti di voler dipingere un ritratto buonista di una donna che, in realtà, di buono (agli occhi di molti) aveva ben poco. Le sue scelte, umanamente parlando, sono state una via crucis fortemente insanguinata; attentati e rivendicazioni dell’IRA, i giorni antecedenti all’attacco per riconquistare le isole Falkland (con la Thatcher che, personalmente, scrive una lettera a tutte le famiglie dei ragazzi morti per la patria), leggi e applicazioni durissime. Troviamo una tassa uguale per tutti solo perché orgogliosi di esser britannici, la chiusura delle miniere di carbone improduttive, i tagli alla difesa -che poi hanno reso l’attacco alle Falkland da parte degli argentini molto più agevole, e via elencando.

Premesso che, come spesso accade in questi film, vediamo la passione che divora queste persone, questi grandi leader che devono prendere decisioni molto più grandi di loro e con dei prezzi altissimi; prima donna ad essere primo ministro inglese, laureata ad Oxford, un animo conservatore nel midollo e un rifiuto ostinato e fermo per il compromesso.

Quando le viene rinfacciato dal politico americano che l’attacco per riprendere le Falkland era “sprecato”, due isolette con pochi abitanti, lei cita saggiamente la rivendicazione delle Hawaii e l’attacco subìto a Pearl Harbour. Una donna dai tanti volti affiancata da un marito straordinario, una persona ironica e divertente che capiva il ruolo della moglie e non si prendeva troppo sul serio, visto che il capo della famiglia era lei. Una catena di perle regalata dal consorte per la nascita dei gemelli, una massa di capelli rigonfia e quello sguardo di ghiaccio: ecco come la figlia di un droghiere ha comandato una delle nazioni più influenti nella “vecchia” Europa.

Notevole anche il suo appoggio per il liberalismo americano, quando dice che loro si basano sul successo e non da dove vieni; frase che ha sentito particolarmente sua, considerando le sue umili origini e dove è riuscita ad arrivare con tenacia, determinazione e una visione a senso unico che l’ha sempre guidata verso “il bene del Paese”.

Commento finale
La medicina, citando la Thatcher, sarà stata amara ma governare il Regno Unito per 11 anni non è certo cosa da poco, specialmente per una donna a quell’epoca. Il bagno di sangue è stato doloroso e straziante ma i risultati conseguiti le hanno dato ragione, in seguito. Una biografia controversa, che accosta il buonismo della nonnina ormai al declino a scene di dolore, volute magari per “un paio di isole”, citando il politico americano; sicuramente da vedere.

Voto: 9/10

Marco

 

 

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