Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Da utente a u-tonto

Finder_lego

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Parlando di computer si fa presto a definire l’utente “medio”. Ma chi è veramente questo individuo? Che posto occupa nella classificazione darwiniana? Queste fondamentali domande hanno portato alla classifica dei vari utenti di pc, con risate e risultati inaspettati. Dopo gli italiani in auto ecco un altro specchio inquietante, buone risate!

Con le dovute precauzioni
L’articolo, per motivi di leggibilità, deve ironizzare e stereotipare situazioni quotidiane, senza avere il tempo di focalizzarsi sul dettaglio. A volte molti di noi rientrano in più categorie, quasi senza accorgesene, o negli anni sono passati da una categoria all’altra. L’importante è farsi una buona risata e ridere, con la dovuta leggerezza, un po’ anche di noi stessi.

Livello 1: l’uTonto
Persona solitamente di bell’aspetto, ha speso i soldi del papi con la fabbrichetta per acquistare un Macintosh (nelle varie derivazioni: iMac o Macbook) o un iPad (con la ferma convinzione di avere un computer completo tra le mani, senza coglierne la sottile differenza) e va in giro a fare il “grosso” con gli amici o a mostrare la sua nuova gioia.
Fin qui nulla di male, è giusto gioire e godere della felicità altrui: il vero dramma inizia quando questi uTonti aprono bocca e danno fiato alle corde vocali!

Si sentono bestialità che Steve Jobs, se comprendesse l’italiano, si rivolterebbe nel plaid ecologico di casa sua: scambi di personalità (il Mac diventa la Apple, la parte per il tutto), la ram si scambia con il disco fisso, il computer diventa un oggetto misterioso che compie operazioni magiche come e quando desidera (magari estrae una bacchetta e diventa Harry Potter, perché no? – come direbbe Battisti).
Parlare con queste persone all’inizio è comico, dopo dieci minuti diventa snervante, dopo mezz’ora una tortura medievale. La democratizzazione informatica/tecnologica ha portato il computer alle masse, è vero, ma se a queste persone avesse portato anche un minimo di buonsenso e qualche nozione base d’informatica ne saremmo tutti grati!

Livello 2: lo Smanettone
Immancabile figura dei giorni moderni, lo smanettone è il classico ragazzo che non ha molti amici ed esce poco la sera: deve arrivare alla rivalsa sociale. In un’improbabile rivoluzione informatica (vedi quelle lanciate da Google e Facebook, dopo Apple e Microsoft) si mette nel garage di casa e assembla il suo computer, personalizza il sistema operativo facendo comparire la bandiera dei pirati a posto della bandiera di Windows, mette la voce di Pippo Baudo come suono d’avvio, trucca la grafica con la barra a fondo schermo come se fosse un Mac e cose varie.
Studiando nuovi modi per complicarsi la vita overclocca il processore, dotandolo successivamente di un circuito di raffreddamento rubato alla Punto di suo padre: se arriva al punto di fusione dopo che divertimento c’è?
Non avendo altri modi in cui sfogarsi, giustamente, ci dà dentro con queste cose: fedele seguace di MacGyver, se gli date i Lego vi costruisce una base porta server ventilata!

Livello 3: il Tamarro
Altra figura storica del mondo informatico è il tamarro, quello che non si accontenta dell’attuale offerta del mercato ma deve far vedere che è grosso, che è pieno di luci e che il suo stereo riesce a demolire una palazzina da 15 piani poco distante da casa sua.
Si attrezza quindi in tal senso: case trasparente, ventole grosse come fanali di un’auto che risucchiano le ciabatte della sorella posizionate 3 stanze dopo, neon colorati che cambiano colore a ritmo di musica (staccati dai motorini degli amici che li avevano messi sotto la carena), impianto economico Trust preso alla Coop in sconto e collegato. Il computer tamarro è pronto, manca solo la musica: giustamente andiamo con la musica house, giusto per passare indifferenti e per far battere le ali dei piccioni al tempo di musica!
Se poi deve fare una festa e il computer così attrezzato non basta il vero tamarro compra anche del ghiaccio secco (quello utilizzato nei concerti, autoscontrie manifestazioni varie), così scatta l’antiincendio della casa e tutti si fanno la doccia. A gennaio con 2 metri di neve fuori.

Livello 4: Dimensione Panza
Sarebbe iniquo non considerare il nutrito pubblico di riparatori improvvisati che, dalla fine degli anni ’80, hanno deciso di aprire negozietti d’informatica lucrando sui prezzi in un modo che rasenta l’usuraio. Le magliette indossate da questi faceti professionisti recitano frasi allegoriche del tipo:
Dimensione Panza, Barcollo ma non mollo, Dalla non è un cantante ma un consiglio, Adoro le scale musicali: Si-La-Do, Dopo tre birre anche mia nonna diventa sexy, Omo de panza Omo de sostanza, 30 cm non è l’altezza…. ma la circonferenza!, 100% suino, Steek Hutzee (‘sti ca..i), Oste portace n’altro litro  e amenità del genere, comprate alla festa della birra locale per 10 euro in compagnia di amici che condividono le stesse mediocrità e bassezze.
Con un peso che sfiora il quintale queste botti di dimensioni epiche (beninteso: non è colpa loro, il lavoro sedentario e una dieta da McDonald’s renderebbero così chiunque) solfeggiano con le dita piene di grasso e lardo su queste tastiere ormai consunte dal tempo, roba che se le scuoti bene con quello che esce dagli interstizi puoi sfamare il Terzo Mondo per un anno intero.
Molti di questi operatori si dimostrano acculturati e moderni, lontani da fede o antiche superstizioni: “Guardi, io non credo alle streghe per cui non faccio fattura. Le va bene lo stesso?“.
Inutile dire che la mia speranza inconfessabile è quella di un bel controllo della guardia di finanza, così, giusto per riequilibrare una specie di karma tantrico.

Livello 5: Le dita più veloci del West
Abbandonata la schiera dei sempliciotti ridanciani sopra elencati alziamo il tiro e arriviamo ai professionisti o aspiranti tali: persone che, quando hanno davanti la tastiera, scorrono veloci come il vento sulle varie letterine mitragliando battute come se stessero affrontando uno scontro a fuoco con i Vietcong.
Arrivando a lavorare “a schermo nero” (la velocità di quello che scrivono è superiore a quella del computer di visualizzazione dei risultati) queste schegge indomabili ricordano i programmatori visti in The Social Network, dove le mitragliate eseguite sulla tastiera non concedevano tempo per nient’altro: “sta programmando”, dicevano.

Livello 6: il Genius
Ben lontano dai Genius Apple, il vero Genius è quello che, anche se è nudo in piscina con 3 Mojito in corpo, riesce ad elencarti le scorciatoie di tastiera in Photoshop per realizzare quella procedura o a disegnarti su un tovagliolino spiegazzato la finestra con le varie opzioni. Gente che si è massacrata di codice al computer, ha le braccia come un batterista a forza di riempire pagine di siti web utilizzando programmi di varia entità, dal semplice TextEdit a mnostri come Photoshop, Premiere e via citando.

La loro vasta conoscenza permette di risolvere il problema in via quasi telepatica, raggiungono una connessione wireless con la macchina e le parlano, sfiorando un’estasi a cavallo tra il Nirvana e la beatitudine francescana.

E voi dove vi riconoscete? Avete amici così? Allora sapete di cosa sto parlando: alla prossima!

Marco

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Commenti su: "Da utente a u-tonto" (1)

  1. Io ero cosi ma ho smesso voglio vivere……..
    cobain86–> Non hai specificato quale utente eri ma condivido: il computer dev’essere un aiuto alla vita, non un sostituto.

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