Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

The Hateful Eight

The Hateful Eight

Tarantino ci riporta al cinema con un western/horror dove nessuno è veramente innocente… buona lettura!

La trama

Nel ridente Wyoming si incontrano due cacciatori di taglie: dopo essersi annusati a vicenda decidono di condividere un pezzo di strada insieme per fermarsi in una locanda dove si svolgerà la nostra storia.

Il film

Tarantino ritorna al suo amore principale, i western, e lo fa in grande stile, mettendo mano al portafoglio: pellicola d’epoca, Morricone alla colonna sonora, un entourage di attori di primissimo livello e l’ossessione maniacale per il particolare che tutti noi ben conosciamo.

La pellicola si divide in due parti: la prima, narrativa fino allo sfinimento, racconta tutta la storia dei personaggi (e anche dell’arredamento), riempiendoci di dettagli a livello didascalico.
Nella seconda parte, finalmente, qualcuno è esasperato da questo cianciare ridondante e inizia a sparare, abbattendo drasticamente il livello di parlato e portando la storia ad una degna conclusione.

Lo stile

Tarantino per questa opera si è ispirato fortemente alle Iene: spazi ridotti all’osso e dialoghi prolissi oltre il limite dell’umana sopportazione. Tuttavia si fa perdonare con inquadrature mozzafiato, musiche da Oscar e l’utilizzo della Ultra Panavision 70, una pellicola dismessa nel 1966 (ci sarà stato un motivo) dal formato anamorfico, che permette di dilatare maggiormente i già vasti spazi del Wyoming.

Lo stile western è stato ripreso perfettamente e viene reso in modo cristallino, con un finale un po’ splatter, giusto per ricordare il regista del film.

Concludendo

Grazie a cibo ed acqua sono riuscito ad evitare il coma profondo nella prima parte, potendomi così godere appieno la seconda, ed è un consiglio che giro anche ai miei fedeli lettori.
Fatevi una bella dormita e andate a vederlo freschi e riposati, altrimenti rischierete di ronfare più forte degli spari emessi dalle pistole di Jackson.

Avrei preferito maggiore azione? Sì. Avrei tagliato dei dialoghi? Sicuramente. Tuttavia rimane un pregevole lavoro che vi consiglio di andare a vedere, in quanto lo stile non si discute.

Voto: 8/10

Marco

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