Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

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Corsa folle ad aggiornare il sistema con l’ultimo sistema operativo. Ma ne vale la pena? Mountain Lion insegna. Buona lettura!

A quick flashblack
Nell’estate del 2011 è uscito Lion e Apple gridava al miracolo. Noi utenti di Snow Leopard dubbiosi, alla fine, abbiamo ceduto alla tentazione e per 29 euro ci siamo messi in casa il leoncino della Mela. Le novità rilevanti, quelle tanto reclamizzate, erano un sistema “tipo iPhone” per gestire le applicazioni, l’evoluzione di Exposè e Spaces in Mission Control, iCloud per la sincronizzazione. Basta. Il resto ha riconfermato la velocità di accensione e spegnimento del computer, cosa che già in Snow Leopard funzionava benissimo.

Once again
Ci ritroviamo qui, un anno dopo, nel 2012, a salutare il nuovo arrivato Mountain Lion con molte perplessità su quello che è stato veramente fatto da Apple. Più che di sistema operativo il Mountain è un aggiornamento a pagamento, con poche features e tanta voglia di eliminare i processori a 32 bit. Ecco i vari motivi che mi spingono ad affermar questo:

  • Viene migliorato Game Center, integrato Twitter, i principali siti cinesi sono supportati a livello nativo e il sistema di notifiche pop-up di Growl (che, grazie ad una versione vecchia ancora gratuita, ho da anni). La domanda è: c’era il bisogno? Con Lion siamo arrivati alla 10.7.3 (mentre Tiger è arrivato fino ad 11 e Leopard fino all’8 aggiornamento), non mi sembra il caso di abbandonarlo prematuramente.
  • Tra i vari servizi compare la messaggistica che rimpiazza iChat (grazie) e i requisiti di sistema sono, guarda un po’, gli stessi di Lion
  • Scompare dal nome del sistema “Mac” e diventa solo OS X Mountain Lion. Fossi in loro l’avrei chiamato iOS X Mountain Lion, tanto ormai il senso è quello: fare diventare il Mac/Macbook un iPad gigante, senza tener conto che quando devi lavorare seriamente non hai tempo per twittare o per giocare con le icone facendole tremolare.
  • Viene rimosso il supporto agli Intel 32 bit e ai computer inizio 2008 (iMac e Macbook sono della fine del 2008 per cui i miei computer possono supportarlo, ma chi l’ha acquistato qualche mese prima viene scartato).

Gli Intel Core Duo e Core Solo, quindi, con Lion hanno visto il loro ultimo aggiornamento (e, tra parentesi, non si stanno perdendo nulla), i sistemi a 32 bit vengono bloccati per sempre.
Io potrei fare l’update ma, anche considerando il risparmio (acquisto una licenza e posso installarla su due computer grazie allo stesso ID Apple), mi sembra veramente una vigliaccata; questo si chiama mettere le mani nelle tasche degli utenti per pubblicare dei miglioramenti marginali.

L’unica cosa veramente interessante è il GateKeeper: io autorizzo controllando il certificato del venditore di un software, vedo se è autorizzato da Apple e decido se installarlo o meno, in modo da allontanare programmi di dubbia provenienza. Safari, finalmente, nella barra principale supporta sia la ricerca tra i preferiti che direttamente su Google (cosa che Chrome fa da anni).

Le icone dei file avranno una barra di scorrimento che permetterà di vedere il progresso del download in corso, gli aggiornamenti del sistema operativo si faranno dal Mac App Store (abbandonando lo storico Aggiornamento Software dal menù Mela).

Verdetto finale
Degli aggiornamenti che potevano essere integrati in Lion senza problemi (ha meno di un anno di vita) vengono spacciati come un sistema operativo a parte, di cui non si capisce/avverte l’utilità: quando lavoro non voglio avere un gigantesco iPad pieno di icone pulsanti, voglio un computer che mi permetta velocità, stabilità e sicurezza senza dover giocherellare con altre distrazioni. Un conto è l’integrazione tra i due sistemi operativi (iOS e OS X), un altro è fonderli per ricavare un ibrido che non conosce bene la propria identità.

Altro punto in questione: e chi ha acquistato Lion quanto pagherà questo “update” truccato da nuovo OS? È inutile lanciare tanti sistemi operativi quando poi, vedi Lion, ci si ferma al terzo update e si procede oltre. Se non si correggono i problemi incontrati in precedenza si incrementa solo la numerazione (10.7, 10.8…) senza una reale innovazione.
La filosofia di Steve Jobs era l’innovazione per sottrazione ma qui, mi sembra, che si stia solamente aggiungendo roba per creare fumo negli occhi sui reali problemi del sistema attuale.

Posso capire il salto che ci fu da Tiger a Leopard, una rivoluzione e ottimizzazione per i processori Intel di un sistema (Tiger) che, effettivamente, era nato per girare su G4 (e ancora oggi lo fa egregiamente). Portò un sacco di cambiamenti e miglioramenti notevoli, soprattutto come qualità del lavoro.

Snow Leopard, tuttavia, dimostrò come Leopard poteva girare ancora alleggerito e con qualche caratteristica in più. Ma da Lion a Mountain Lion il salto, se mi consentite, è davvero ridicolo. Dite che è ottimizzato per i 64 bit e amen.

Il consiglio
Se avete un Mac con Snow Leopard tenetevelo, non spendete soldi per passare a Lion (a meno che non vi serva l’integrazione con iCloud). E se, come me, avete già Lion valutate bene l’acquisto: potreste scoprire che tutte queste novità, in realtà, sono sostanzialmente inutili. Senza contare, e questo lo dico con rammarico, che quando uscì Lion i produttori di software impiegarono diverso tempo per ottimizzare il software, causando vari bug e problemi agli utenti.

Quando (e se) verrà acquistato sul posto di lavoro lo testerò volentieri, perché spero vivamente di sbagliarmi. Ma dalla presentazione e dalla recensione di chi ha provato la Developer’s Beta, oltre alla presenza di questi invitanti ninnoli, non ho visto/letto cose degne di nota, innovazioni che migliorano realmente il modo di lavorare quotidiano. Staremo a vedere.

Notizie dal futuro

A distanza di qualche anno (2017) abbiamo rilevato alcuni punti che è doveroso evidenziare:

  • Lion era un mostro divora memoria e Mountain Lion si è rivelato, come previsto, un miglioramento marginale e nulla più. Non valeva i soldi extra richiesti per l’upgrade.
  • Se avete ancora Lion sappiate che il supporto è terminato: se la macchina ve lo consente fate l’upgrade a Mavericks, molto simile a Snow Leopard come stabilità, velocità e performance. É gratuito ed è più leggero e agile di Mountain Lion, per cui la vostra macchina (con almeno 4 GB di RAM) non verrà penalizzata dal passaggio.

Marco

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