Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Schindlers-List

Schindlers-List

Nella mia compagnia è emerso il nome di Schindler’s List, un pregevolissimo film diretto da Spielberg nel lontano 1993. Detto fatto: collector’s edition alla mano mi sono gustato il DVD. Ed ecco a voi la recensione, buona lettura!

La storia in breve
Un abile imprenditore decide di sfruttare le sue amicizie con le SS per guadagnare dal conflitto bellico nazista e apre una fabbrica di pentolame smaltato, assumendo ebrei anzichè polacchi in quanto più economici. Tra gli eccidi compiuti nel campo e le varie crudeltà si arriva purtroppo alla soluzione finale, dove molti vengono deportati ad Auschwitz. A questo punto Schindler prende coscienza dell’imminente destino di queste persone e crea una lista, dove pagando di tasca propria riesce a salvare 1.100 detenuti.

La fotografia
Abituati alle sbaracconate degli ultimi anni (da Transformers al primo Jurassic Park, un film che fece epoca) ero preoccupato della sua visione della guerra; avendo visto vari film sull’Olocausto (Jonah che visse nel ventre della balena, La vita è bella, Il diario di Anna Frank…) avevo un’idea ben precisa di cosa aspettarmi e devo dire che è stata soddisfatta in pieno.
Un occhio severo ed impietoso che, grazie ad inquadrature studiate e mai esaltate, si avvale di un coraggioso bianco e nero per raccontare il più grande sterminio recente che la memoria umana ricordi.
Una telecamera che ci guida con garbo all’interno delle vite di queste persone, portandoci per mano e rivelandoci dietro le quinte, dietro la facciata che veniva mostrata in pubblico la vera natura di questi individui.

Gli attori
Troviamo un Liam Neeson protagonista in splendida forma, tempi e recitazione impeccabili sotto ogni punto di vista, circondato da un cast che nonsi fa desiderare, esprimendo a 360 gradi l’orrore del conflitto atttraverso i volti dilanianti dal dolore e dalla costante paura. Spielberg dosa e calibra evitando l’eccesso forzato, a volte rimanendo ad un livello documentaristico, raccontando semplicemente le crudeltà e le uccisioni -molto spesso per futili motivi, come se la guerra di per sè non lo fosse già abbastanza- con occhio fermo ed impietoso.

Spielberg decide di non cercare la lacrima facile basandosi solo sui bambini, ma decide di raccontare le storie di persone adulte che, nel giro di poche ore, si sono visti deportati ed espropriati delle loro cose. Uno Spielberg maturo e consapevole che decide, con grande classe, di cimentarsi su un argomento difficile e complesso, più volte riaperto e riaffrontato, ponendo una pietra miliare nella storia del cinema.

Bello, lontano dagli eccessi, profondo, consapevole e a tratti straziante; mai, e ripeto mai, estremo o spettacolarizzato, estremamente calibrato e dosato; il miglior film sull’Olocausto che abbia mai visto, i miei più sinceri complimenti, una regia impeccabile sotto ogni punto di vista. Il capolavoro di Spielberg.

Voto: 10/10

Marco

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Commenti su: "Schindler’s List, il capolavoro" (1)

  1. […] Schindler’s List […]

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