Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Va tutto bene

va tutto bene

Quando due persone arrivano a non vedersi più cosa rimane da dire? Buona lettura.

 Va tutto bene, stella mia. Tu ora sei arrabbiata con me e non vuoi più parlarmi perchè ti ho detto, testuali parole, “che faccio fatica a volerti bene”. Va tutto bene, credimi.

Sono semplicemente stanco

Dopo due anni di drammi, ansie, paranoie, tensioni, parole piccine che diventavano muri invalicabili tra noi, briciole che si trasformavano in valanghe senza considerare che le persone non sempre vogliono ferirti.

A volte sono semplicemente stanche e non hanno tempo di consultare un legale prima di scrivere ogni singolo messaggio; anche il mio avvocato di fiducia ha una vita, che tu ci creda o no.

Io sono stanco di lottare, di discutere, di dover inventarmi ogni volta un nuovo sorriso per fare buon viso a cattivo gioco ed essere sempre comprensivo e riflessivo.

Sono stanco di dover mettere i freni alla carrozza, di dirti che a volte un “mi dispiace” è sincero, di spiegarti che non puoi incendiare tutto quello che ti circonda alla minima virgola che non rientra nei tuoi piani cosmici.

Ho attraversato un periodo difficile, ho pianto in una lingua che non credevo di conoscere ma ora va meglio. Te l’ho detto stella, va tutto bene.

The breaking point

Dopo tante ansie, rancori forse mai sopiti, questioni irrisolte l’altra sera ho trovato la tua indifferenza, le tue offese per una cosa minuscola come una chiavetta USB. Otto ore di lavoro giornaliere, nuoto e circolo fotografico non mi sfibrano come una discussione con te per una cosa così piccola e innocente.

Non siamo a Napoli, il caffè se serve ce lo paghiamo noi, non regaliamo cose ad minchiam, siamo al Nord; qui si lavora e si produce, ficcatelo bene in testa.

Non ho mai avuto problemi a farti dei regali e ne hai avuto prova più volte. Ma essere “costretto” a regalarti qualcosa perché vivi nel tuo mondo iammebell no, mi dispiace, non ci sto.

La mia assenza mancata

L’unico rimpianto, in più occasioni, è stato non riuscire a regalarti la mia assenza, quando scleravi o avevi bisogno di doparti con le canzoni di Tiziano Ferro ingozzandoti di biscotti raffermi. Errore imperdonabile.

Avrei dovuto spegnere il telefono più spesso, evitare di scrivere tanti messaggi, sparire in un silenzio tibetano. Purtroppo quando comanda il cuore al posto del cervello non è così semplice decidere, ma ora è tutto chiaro, limpido e cristallino.

Dell’incredibile possibilità di partecipare ad aperitivi in centro città arrangiati con gli avanzi del mese scorso o del dover mangiare la pizza americana alta cinque dita (2 kg a pizza misurati con cronografo Tag Hever, digeriti il mese successivo) non sentirò la mancanza, credimi. Me ne farò una ragione, mangiando in modo decente ad ogni occasione che mi si presenterà.

A new beginning

Ho bisogno di resettare, di ricominciare a vivere un mattoncino (i Lego mi sembrano adatti al contesto) alla volta, di ritrovare una mia dimensione in cui essere al sicuro, tranquillo e poter recuperare le energie impiegate in questi due anni.

Le nostre vite hanno prese strade diverse, non per forza migliori o peggiori: tu hai raggiunto il tuo scopo (che approfondirò in seguito) e io ho iniziato un nuovo percorso, anche lavorativo: vedremo dove tutto questo mi porterà.

La vera felicità

Finalmente hai trovato un fidanzato, era ora: nel giro di un mese i progetti per l’estero, il lavoro in Finlandia per stimolare i criceti ad accoppiarsi e le ricerche sul genoma umano sono state interrotte (ma come, con una laurea e una votazione così prestigiosa rimani ancora in Italia?), quale grande perdita per il mondo accademico.

Copulare come animali da monta e sciare senza avere la minima cognizione di cosa si stia facendo, scendendo a valanga e travolgendo innocenti passanti; per non parlare delle preziose consulenze fotografiche che ti sta fornendo, queste sono le vere priorità della vita. É stupendo vivere di sushi da due soldi preso agli aperitivi che frequenti ossessivamente (passando due ore sul cesso osannando i santi tutti), aaaaaaaah, finalmente hai trovato la tua felicità.

Due anni di incontri, serate, chiacchiere e coccole non erano riusciti nell’intento. Buon per te.

Non cerco il tuo perdono o la tua approvazione, le persone possono sbagliare ma non devono essere per forza crocefisse ad interim, specialmente dopo un’amicizia così profonda a livello di contenuti.

Respiro di nuovo

Sto ricominciando a respirare a pieni polmoni come non succedeva da tempo. Ho trascorso un capodanno sereno tra amici senza pensarti, senza melodrammi da soap opera spagnola per ogni messaggio che ricevevi. Ho capito che la mia felicità, finalmente, non è più legata alla tua presenza.

Avrei voluto intraprendere un pezzo importante della mia strada con te ma, visto che sei scesa prima, nessun rimpianto: continuerò per la mia strada affidandomi a persone che riconoscano il mio valore e che, magari, possano amarmi per questo, why not?

Magari non leggerai mai questo post, sicuramente non te ne può importare di meno. Meglio così.

Mettere nero su bianco i miei pensieri mi aiuta ad elaborarli e a ringraziare i miei amici e amiche, sempre presenti quando contava davvero. Quando era importante. O anche solamente quando volevano farmi compagnia in un periodo burrascoso della mia vita.

Buona vita,

Marco
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