Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

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Il pomeriggio natalizio è consacrato ad un film (al cinema) in compagnia. Quest’anno è toccato a Dickens: buona lettura!

La trama

Il film narra della nascita del Canto di Natale di Dickens, un capolavoro della letteratura mondiale. Ebenezer Scrooge, avaro divorato dalla cupidigia, odia il Natale e la perdita di tempo ad esso associata. Fare la carità ai poveri vuol dire trasformarli in ricchi, svuotando le sue pesanti tasche dalle sterline guadagnate. I tre fantasmi del Natale (presente, passato e futuro), l’ex socio Marley e uno scrupolo di coscienza risveglieranno l’anima sopita di Scrooge, salvandolo prima che sia troppo tardi.

Il film

Da piccolo ho visto più volte la versione Disney, rimanendo abbastanza scosso dalla presenza di tombe, cimiteri e fantasmi che ponevano Paperone davanti alla sua pidoccheria ed avarizia. A Natale quindi ho ritenuto opportuno vedere un film natalizio, dirigendomi a colpo sicuro su Dickens.

Dickens era un uomo tormentato da un passato ingombrante: suo padre, giornalista, è un prodigo e spende soldi a più non posso. A causa della sua passione per dilapidare i patrimoni viene arrestato, lasciando Dickens totalmente da solo a soli undici anni.

Questo evento traumatico ha portato in lui una sorta di bipolarismo con lievi accenni di psicosi: da una parte gentile e premuroso, dall’altra scostante e sprezzante di qualsiasi forma di vita che gli impedisca di portare a termine il suo lavoro. Sangue freddo e cuore di pietra, gli gridava suo padre mentre veniva portato via dai gendarmi dietro alle sbarre.

Tuttavia mentre altre persone sarebbero state rinchiuse e imbottite di psicofarmaci o, vista l’epoca, trattate con camicie di forza ed elettroshock transcranico bilaterale, lui ha trovato la vena creativa, il genio: da questa vena sono nati Oliver Twist (biografia della sua infanzia) e, il tema dell’articolo in questione, il Canto di Natale.

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Impersonandosi a tal punto da vedere i personaggi “sognando ad occhi aperti”, attinge a piene mani dalla vita reale per rimpolpare questa breve storia dei personaggi necessari: l’avaro, il socio deceduto, i tre fantasmi come specchi della sua vita passata, presente e futura, il povero impiegato vessato dalle spese e dal “piccolo Timmy” malato e storpio.

Un film diretto e romantico sulla nascita di un capolavoro: i dubbi, le ansie, l’autofinanziamento con indebitamenti vari, i tormenti su come concludere la storia.

Scrooge, alla stregua di Mr. Banks, viene salvato infatti dall’oblio eterno, dalla dannazione dell’esser dimenticato. Vedendo una tomba pronta per lui, completa di fossa e lapide senza alcun nome, si rende conto della pochezza della sua vita e di come, oltre a guadagnare denaro, abbia sprecato buona parte della sua vita ad accumulare, anziché vivere.

Dickens, nel personaggio di Scrooge, svela in realtà anche una parte delle sue ombre, del suo lato oscuro: le ore passate con le lacrime agli occhi mentre inscatolava il lucido per le scarpe all’amianto impoverito, pensando alla propria famiglia in carcere, non le ha dimenticate.

Convinto che le persone non cambino (non nelle cose importanti, citando House), stava condannando Scrooge a reietto dimenticato da tutti. Il prodigo intervento dei suoi affetti più stretti ha evitato la tragedia, consacrandolo a romanzo più venduto nella storia.

Conclusione

Un film biografico sulla vita di un grande scrittore ottocentesco: lo squarcio a noi mostrato comunica il vero animo di Dickens, dettato da un’infanzia difficile e dalle grandi contraddizioni che ha dovuto affrontare, tra cui perdonare, finalmente, suo padre dopo tanti anni.

Scrooge è così vero, autentico, penetrante perché è il lato oscuro di Dickens: gli ricorda da dove è partito, tutto il fango che ha dovuto ingoiare per diventare, finalmente, uno scrittore di successo consacrato alla fama mondiale.

Un film natalizio alternativo: non compaiono le renne, Babbo Natale o una spalla ignorante che deve far ridere ad ogni costo, anche sodomizzando una piadina. Potremmo considerarlo come una riflessione, con tratti fantastici e fantasiosi, sulla condizione dell’essere umano e sulle sue bassezze, capendo che non è mai troppo tardi per correggere la propria condotta.

Consigliato: un modo alternativo per valutare i propri sentimenti, girato con attori ben calati nella parte e con un buon ritmo.

Voto: 8/10

Marco

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