Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Philips ad alta tecnologia

btm630_philips

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Occasione del 2008: bluetooth e amplificatore multi-fonte. Ne vale ancora le pena? Buona lettura!

Premessa

A 14 anni acquistai un Panasonic da 280 watt che riusciva far tremare gli infissi della mia stanza. Dopo 11 anni ero alla ricerca di qualcosa più compatto, a più alto contenuto tecnologico viste le mie mutate esigenze ma senza rinunciare alla qualità sonora, cosa per me imprenscindibile.

Questo micro hi-fi del 2008 marchiato Philips ha molte cartucce nel suo arsenale: vediamo insieme se vale la pena un recupero d’occasione o se conviene lasciarlo ancora sullo scaffale.

Di solito quello che si trova in giro, se rimaniamo sotto una certa fascia di prezzo, è paccottiglia informe, plastificata in maniera ancora peggiore, con il solo pregio di avere un dock per il vostro iPod.

Una cosa che trovo scandalosa è investire quei 150 euro per un lettore mp4 top della gamma e poi fare economie surreali quando si tratta di casse per l’ascolto casalingo della vostra playlist; non ha un senso.

Senza andare per forza sulle Bose o sulle soluzioni Bang e Olufsen, top nel loro settore, già con 100 euro si trovano cose interessanti, come le casse Logitech con la batteria incorporata di qualche mese fa. La scelta non è facile, soprattutto su eBay; spesso si passa da prodotti infimi a top della gamma senza trovare delle concrete vie di mezzo.

Al banco di prova
Il test è stato effettuato con un sistema Philips BTM630 collegato via Bluetooth ad un iMac con un iPod Classic inserito nel dock superiore.

COSA fa
Legge vari formati musicali tra cui mp3 e wma da penna usb e scheda sd; molti altri se colleghiamo l’iPod nel dock superiore, teoricamente senza limiti se viene collegato ad una fonte aux (la presa finale è uno spinotto da 2,5 mm, per cui se il vostro input è stereo -cavo l e r- serve il cavetto apposito). Legge anche i cd mp3, ha la radio, le cassette le ha eliminate, 30 watt rms, DBB per potenziare e spingere i bassi quando serve, telecomando. La funzionalità bluetooth lo rende anche un vivavoce casalingo se collegate il vostro telefono Bluetooth.

COME lo fa
A differenza del sistema a video che gestisce i suoi televisori, con una rapida occhiata alla guida rapida possiamo collegare e usare lo stereo in meno di 3 minuti. Il collegamento Bluetooth è buono e ha una resa sonora soddisfacente; una volta fatto l’abbinamento iniziale il riconoscimento è abbastanza immediato e rapido, le seleziono come output sull’iMac e immediatamente ho due casse disponibili che esaltano tutto, dal gioco su Facebook al DVD appena acquistato da visionare in serata. Posso usare le casse come vivavoce stereo, con tanto di tasti per ricevere le chiamate e per chiuderle anche sul telecomando; il microfono è in cima all’unità, per cui èvi consigliamo di metterlo comodo.

I Cd vengono letti in maniera impeccabile e la possibilità, in ogni modalità, di scegliere uno stile (pop, rock, classica e jazz) consente un’amplificazione ad hoc personalizzata.
Registra anche brani da cd su chiavetta a 2x,  ma se il disco ha protezioni  non abbiamo dati: dovrebbe bloccarsi, per cui è una funzione abbastanza marginale.
Per SD e penne usb l’unico limite sono i formati mp3 e wma; se collegate il vostro iPod potete leggere tutto quello che digerisce lui.
La presa Aux concede la connessione di un’ulteriore fonte sonora compatibile con un jack da 2,5 mm, rendendo le combinazioni infinite.

btm630_philips1

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I comandi nel complesso sono reattivi e immediati, nonostante il rivestimento plasticoso imperante: alla fine è quello che conta.
Uno stereo deve rispondere subito ai comandi, se deve pensarci probabilmente qualcosa non è stato progettato a dovere. Il suono risulta pulito e chiaro per le dimensioni dell’apparecchio: i 30 watt si sentono e amplificano in modo più che discreto le vostre attività, senza per questo demolire le vostre finestre.

Note dolenti
Anche se l’impressione generale giustifica ampiamente il prezzo, rendendolo appettibile, qualche difettuccio a livello di progettazione c’è.

I tasti che gestiscono volume e riproduzione (le due rotelle argentate) sono di plastica; non si capisce il perché non siano piatte o a scomparsa nella struttura dello stereo (probabilmente economie della casa).

Lo stereo offre una contraddizione insita: si spinge verso Apple con dock iPod e connessione Bluetooth ma se utilizziamo SD e USB possiamo leggere solo MP3 e WMA. Certo, se collego un iPod il lavoro lo fa lui e riproduce tutto, anche il catrame asfaltato, in quanto si limita ad amplificare, ma risulta comunque una limitazione discutibile.

Il lettore CD è a scomparsa; anche qui vediamo un ritorno ad Apple, con la differenza che parliamo di un impianto dalle dimensioni ridotte. Speriamo sia a prova di “vita quotidiana”.

Il telecomando, come spesso succede, per fare di tutto è strapieno di tasti; una maggiore semplificazione sarebbe gradita.
Il manuale cartaceo contiene quasi tutto lo scibile umano: semplificare alcuni comandi poteva aiutare.

Note positive
È inutile stare a pettinare i cocomeri: se avete in casa un articolo del genere sicuramente avete bisogno di tecnologia, è inutile nascondersi.

Qui Philips regala un affondo alla concorrenza con una serie di tecnologie rivoluzionarie (e lo erano ancor di più nel 2008, anno di uscita a 220 euro); ancora oggi molti stereo non hanno tutta questa interconnettività e, quando compare, la si paga abbondantemente. Negli intenti sono stati precursori delle tecnologie vincenti nell’immediato futuro, per cui nulla da obiettare.

Il design è bello anche se la plastica domina (ma per 100 euro era difficile riuscire a scroccare qualcosa di più), per cui è richiesta cura e il divieto di abrasivi chimici, il complesso si presenta come futuristico con elementi che scompaiono per renderlo più accattivante, investendo nel futuro della musica liquida.

Il prodotto risulta pensato per chi ha bisogno di condividere varie fonti digitali insieme, e di amplificarle con un solo tocco rapidamente.
Premendo il tasto source scegliamo il nostro device e lo spettacolo parte, con bassi potenti per le dimensioni e una bassa distorsione del suono quando il volume sale.

Ha la modalità eco-power, che permette un risparmio energetico immediato premendo per più di 2 secondi il tasto d’accensione.
Le funzioni base sono di immediata comprensione e sono eseguibili anche senza il manuale, in modo da agevolare la vita del poveretto che deve utilizzarlo quotidianamente.

Giudizio finale
Lo stereo offre una vasta gamma di opportunità e questo può complicare le cose ai primi utilizzi: c’è da dire che quello che fa lo svolge bene, senza intoppi o strani problemi che a volte insorgono quando aumentano in modo esponenziale le caratteristiche.

Lo schermo offre una buona leggibilità e la progettazione indica la ricerca di un design futuristico, coerente con l’offerta di connessioni messa sul tavolo.
il prezzo iniziale a 220 euro era forse un po’ alto, ma se lo trovate a 90 euro è un acquisto che merita la vostra considerazione: collegamento senza fili e la condivisione della vostra raccolta digitale in un unico apparecchio, vale la pena farci un pensierino.

Il complemento ideale per il vostro iMac/Macbook, riprende lo stile impoverendo i materiali (il prezzo lo testimonia) e vi libera dei vari cavi penzolanti: brava Philips!

Voto finale: 8/10

Marco

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