Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

the big short_10Il film evento sulla grande crisi economica che si è abbattuta a livello mondiale. Buona lettura.

La trama

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Quattro personaggi (interpretati da Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt) notano una supervalutazione di titoli derivati basati sui mutui immobiliari: quando decidono di indagare scopriranno solo la punta di un iceberg marcio nel profondo e sfrutteranno questa situazione a loro vantaggio.

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Economia for dummies

Disclaimer: Le spiegazioni fornite in questo articolo sono fornite a scopo puramente divulgativo. Prima di sottoscrivere qualsivoglia forma di obbligazione, azione e/o contratto vincolante con un istituto di credito, finanziaria e similari consultate una persona di vostra fiducia con una conoscenza concreta del mercato ove state operando, per evitare spiacevoli sorprese in seguito.

Se un rendimento sembra troppo alto e bello per essere vero… probabilmente non lo è. Conviene valutare sempre il tasso di rischio a cui vi esponete e la possibilità di recuperare, almeno, il capitale iniziale.

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Basandomi su quanto affermato nel film e dalla mia basilare conoscenza economica possiamo riassumere così:

  • i mutui sub-prime venivano concessi a cani e porci, senza verificare l’affidabilità creditizia, passando da quelli tripla A (molto buoni) a tripla B (decisamente rischiosi)
  • sui mutui sub-prime sono stati creati altri prodotti, con tassi di rendimento altissimi stimati sulla solidità del mercato immobiliare
  • sui prodotti derivati da mutui sub-prime ne sono nati altri, generando una catena di Sant’Antonio
  • le agenzie di rating tendevano a rilasciare giudizi favorevoli alle banche a prescindere dalla bontà del titolo, spesso per non perdere clienti
  • il rating è la valutazione che riceve un titolo in Borsa: emanato dalle agenzie di rating serve ad indicare la bontà di un titolo e l’eventuale tossicità

Perché dunque il sistema è bacato?

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La grande scommessa lo spiega in modo semplice: partendo dalla premessa che tutti gli americani hanno sempre pagato i loro mutui a testa bassa (leggi solidità finanziaria a basso rischio) hanno pensato di elaborare prodotti (partendo dai mutui) che a noi non costano nulla con un rendimento molto alto, basandoci sulla solidità del primo.

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Su questi prodotti aggiuntivi ne possiamo generare altri, creando altra spazzatura da immettere sul mercato a prezzi stracciati.

Ma se gli americani non riescono a pagare i mutui? Ecco che tutto il sistema crolla come una torre Jenga: se tolgo i pilastri alla base la torre crolla rovinosamente sul tavolo.

Inoltre esistono mine vaganti (titoli dal ranking molto basso) che vengono unite e compattate insieme (come la zuppa di pesce), unendo gli scarti e ottenendo una valutazione più alta dall’agenzia di rating, in modo da poterle sbolognare sul mercato senza troppe preoccupazioni.

La ripercussione è stata così forte perché ha colpito i piccoli investitori: i grandi investitori di solito cercano di evitare i titoli spazzatura, concentrandosi su prodotti di ben altro livello e con una stabilità maggiore consolidata.

Il film

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La premessa era necessaria per contestualizzare il film e illustrare la semplicità con cui complessi concetti vengono semplificati, cosa che a molti film simili manca totalmente (causando abbiocco, paralisi e coma al terzo stadio).

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La Wall Street degli anni ’80 governata da Gekko è mutata e ora si basa su titoli di nuova concezione, più difficili da comprendere e spesso farciti con sotto-prodotti di qualità scadente. Le vere speculazioni oggi si basano sull’immateriale, su debiti concessi sulla base di altri debiti: al mancato pagamento dei primi è ovvio aspettarsi un crollo devastante dei successivi.

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Un rating gonfiato artificiosamente e pompato nel sistema ha derubato 14 milioni di persone negli USA, lasciandole senza lavoro e senza casa.

A questo film va riconosciuto il merito di spiegare l’economia in modo semplice: quando lo spettatore è nel dubbio e le meningi iniziano a fumare intervengono personaggi famosi che, tramite esempi concreti, spiegano alcuni complicati termini economici.

I quattro attori prima citati sono credibili e ben calati nel personaggio: sempre particolare e buffo Christian Bale, molto determinato Brad Pitt, un inedito Steve Carell in un ruolo serio inaspettato, onestamente. Ryan Gosling gioca la parte del belloccio ma, sinceramente, se ne poteva fare comodamente a meno.

Concludendo

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Dopo tanti tentativi mal riusciti finalmente una pellicola dove, in modo chiaro, si capisce cosa è successo e le origini che hanno portato allo sfacelo dell’economia mondiale.

Pressappochismo, interessi economici da parte di controllori e controllati, speculazioni da querela e ingordigia hanno devastato il sistema economico attuale: speriamo che vengano approntate misure per ridurre questi fenomeni in futuro, al fine di tutelare maggiormente anche i piccoli investitori.

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Consigliato per una serata educativa ma non noiosa, per assimilare e comprendere al meglio fenomeni economici più grandi di noi.

Voto: 9/10

Marco

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Commenti su: "La grande scommessa – The big short" (2)

  1. Film che mi è piaciuto un sacco! Se posso permettermi un cosiglio guarda anche Margin Call, sempre più o meno sullo stesso argomento. Per non parlare di Wall Street, ma qui siamo in territorio tripla A…

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