Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

L’ultimo dei Templari

ultimo dei templari

L’ultimo dei Templari, visto il primo giorno d’uscita al cinema perché portato a forza da amici super convinti, mi ha fatto sperare che questo fosse l’ultimo film di questo genere interpretato da Nicolas Cage. Questo eroe dalla forfora imperante mi ha sempre lasciato abbastanza indifferente e, considerando anche quest’ultima uscita, non posso che confermare la mia ipotesi. Vediamo insieme perché dovreste risparmiare i vostri 8 euro per pellicole decisamente migliori: buona lettura!

La trama
In un periodo stimato intorno al 1200 c’è la caccia alle streghe imperante e templari (o presunti tali, per la grazia di Cage non ho voluto fare controverifiche di accuratezze storiche) che nel nome della croce ammazzano come se piovesse. Nicolas, sguaina de qua e sguaina de là, ammazza una donna innocente che la tormenterà negli incubi per tutto il film. Ribelle assieme al suo amichetto del cuore, disertano l’esercito per poi rientrarvi portando una presunta strega in una città dove è custodito un libro segreto ambito dal demonio; nell’impresa è aiutato, tra gli altri, da un chierico, un fraticello e un prete mancato.

La battaglia iniziale
Oggi disponiamo di telecamere che riescono a rallentare fino a 1/1000 di secondo e a mostrarci l’attacco di un ghepardo in totale naturalezza; tecniche simili sono utilizzate anche dai creatori di Matrix per fare vedere i colpi migliori nella loro bellezza. Qui sono andati al risparmio, usando effetti speciali e animazione computerizzata di seconda mano: la battaglia diventa un’accozzaglia di corpi e non si capisce chiaramente chi ammazza chi (o cosa), c’è solo un gran bailamme di spade che cioccano e volano alla cavolo di cane, della serie “tanto quello che piglio piglio: prima o poi qualcuno lo affetto”.

La credibilità di Cage come eroe medievale
Cage continua a rimanere il fiero vitellone americano che ha bisogno di fare queste pellicole per sentirsi “grosso” (o in alternativa perché gli offrono solo queste, ma la questione è secondaria); vestirsi con zucchetto e calzamaglia non lo rende automaticamente un medievale credibile, e questa dissonanza permea tutto il film.
L’avventura ruba il nome al Mistero dei Templari e al Codice da Vinci, senza però mantenerne la stessa essenza e tantomeno la medesima profondità narrativa: diventa quindi la solita buona scusa per un’accozzaglia di botte e sangue gratuiti, giusto per aggiungere la solita storia che si regge sul nulla alla serie di film da evitare al cinema.

Andiam, andiam, andiamo a castigar
L’unica parte (forse) veramente interessante è l’inquisizione, con l’uccisione di streghe (o presunte tali) e della peste bubbonica nera, forse il trucco riuscito meglio nel film.
La strega che viene portata alla città con il libro bramato è l’unico personaggio che intriga, grazie alla sua ambiguità e alle sue doti ammaliatorie.
Rimane implicito che allo spettatore è richiesto un bel volo di fantasia, in quanto una persona che frequenta tutti gli appestati del film non credo che possa evitare il contagio (soprattutto considerando la diffusione il contagio della malattia): ma rimane il mondo colorato di Nicolas Cage, dove basta dare tante botte e sei bello, grosso e forte. Andiamo avanti.

Mannaggia al diavoletto!
La ragazza-strega è posseduta e quindi, giusto per non farci mancare nulla, alla fine vediamo anche il diavolo in persona; la realizzazione al computer è semplicemente inclassificabile, considerando ciò che ha fatto Cameron con Avatar. Un diavoletto animato in modo orrendo tutto dipinto di verde, quando è notorio che il signore degli inferi dovrebbe avere una peluria nera e una forte colorazione rossa, oltre ad un fisico possente. Qui abbiamo un tisico con le alette che il massimo che riesce a fare è carbonizzare e sputare fuoco, una specie di Grisù troppo cresciuto che al massimo può spaventare per la tremenda implementazione grafica (siamo nel 2011, suvvia, certe cose andrebbero lasciate ai film horror di serie B).

Il finale (per fortuna)
Per fortuna questo supplizio medievale giunge al termine, offrendoci una fine scontata e prevedibile; i buoni vincono, i due giovani possono accoppiarsi con giubilio (la ragazza, uscita dalla possessione, è tornata normale) e la solita musichetta trionfale si conclude con i due giovani a cavallo su un tramonto di matrice epica. Un video di MTV come Barbie Girl degli Aqua sarebbe stato più inaspettato (!!).

Il giudizio complessivo
Onestamente non si capisce se il supplizio sia la caccia alle streghe o gli spettatori che devono sorbirsi questo film, credendo anche che possa essere una pellicola per cui valga la pena di spendere 7 eurozzi e mezzo sudati con tanta fatica.
La realizzazione è molto arrangiata, la fotografia non propone niente di innovativo e gli effetti speciali (che di solito sono le colonne portanti di questi film blockbuster, cioè da incasso facile per l’home entertainment casalingo) sono qualcosa di osceno, molto ravazzonati e sbrigativi, non offrono nulla di nuovo e impoveriscono ulteriormemnte il film.

Cage sarà (forse) un bravo e stimato attore, ma se devo pagare per vederlo in queste pagliacciate con storielle stiracchiate e CGI di serie B fatte al risparmio, no grazie. Centomila volte meglio Il signore degli anelli (e non è nemmeno tra i miei film preferiti).

Voto: 5/10.

Consiglio: se proprio volete vedere una pellicola che fonda azione con una storia d’amore non mielosa, dirigetevi su I guardiani del destino.

Marco

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Commenti su: "L’ultimo dei Templari" (1)

  1. […] Damon (che evidentemente quando sceglie i film usa più raziocinio di altri suoi colleghi, vedi L’ultimo dei Templari) dopo averci incantato ed emozionato con Hereafter (regia magistrale di Eastwood) prova qualcosa di […]

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