Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Windows 10

Dopo un test eseguito su vari computer ecco il responso finale su Windows 10: condanna o manna dal cielo? Buona lettura!

La doverosa premessa

Agli annunci sensazionali di Microsoft in occasione del lancio della nuova versione di Windows si è aggiunto l’upgrade gratuito entro il primo anno (che, ricordiamo per dovere di cronaca, scadrà il 29 luglio 2016). Versione completa con piene funzionalità: gioia e tripudio! Ma è tutto oro quello che luccica?

Il test personale

Utilizzato su un portatile d’epoca [Notebook 15,6″ Acer Aspire 5732 Z, Intel Core 2 Duo P7350 2,0 Ghz, 4 GB RAM e 500 GB Hard disk] per un utilizzo basilare (posta, ricerche sul web, screenshot, Office e così via) è rimasto abbastanza stabile: ha eseguito i suoi aggiornamenti senza grossi problemi e sono stato costretto a riavviarlo due volte in sei mesi, praticamente un record.
Nessun anomalia o malfunzionamento degno di nota.

Il test aziendale

Di recente ho iniziato una nuova avventura presso un’azienda diversa, dove tre PC su quattro (il mio lavora ancora con Windows 7 Pro, per fortuna) montano il nuovo arrivato di casa Redmond. E qui c’è stato da divertirsi: schermi blu della morte a garganella, tasto Start che si blocca, connessione ethernet scomparsa… e stiamo parlando di macchine con meno di due anni di vita di fascia medio-alta.

Un altro indizio che mi inquieta è la scoperta di molti centri che forniscono PC alle aziende con Windows 7 Professional anziché il 10: molto strano, visto che l’upgrade è gratuito a vita. Perché non fornire l’ultimo upgrade disponibile quindi?

Impressioni 

Lascio i tecnicismi a ingegneri e sistemisti, persone più competenti di me sulle questioni puramente tecniche legate all’architettura software.

Raccogliendo questi dati la prima impressione è un sistema operativo abbozzato, su cui non sono stati compiuti i dovuti test, rilasciando di fatto una bomba ad orologeria: bug, driver non compatibili (ma questa non è una novità), malfunzionamenti di varia natura che affliggono macchine recenti. Se sfogliamo PC professionale dal rilascio di Windows 10 leggiamo una pletora di problemi che spaziano dall’hardware al software, non risparmiando nulla.

Col senno di poi…

Ora comprendo perché Microsoft ha ritardato di un anno il rilascio per le imprese. La strategia di obbligare gli utenti ad eseguire l’upgrade scaricando, in alcuni casi, all’insaputa dell’utente il software sul disco fisso non ha decisamente riscosso un consenso popolare: l’unico plus è il poter tornare indietro entro un mese, una magra consolazione.

Tralasciando per un attimo le disgrazie e focalizzandoci sulle virtù il sistema ha una barra notifiche laterale molto utile per le informazioni di sistema, ma spesso sotto utilizzata dai vari software, per cui le notifiche più frequenti sono gli aggiornamenti. Anche Edge, seppur abbozzato anch’esso, risulta un piacevole cambiamento rispetto al giurassico Internet Explorer, che vantava tempi di caricamento biblici. Degno di nota anche Cortana, assistente vocale per le vostre ricerche online

Altra funzione accennata è la gestione dei desktop virtuali, funzione già consolidata in Mac OS X e Linux da anni. Gestire più scrivanie è importante, come il poter allocare le finestre aperte a scrivanie diverse per gestire meglio il proprio lavoro evitando il sovraffollamento.

Perché, se da anni esistono esempi funzionanti e testati di questa funzione, su Windows 10 ciò che vediamo è, a esser generosi, un prototipo?

Conclusioni

Nella corsa incessante dei sistemi operativi nell’offrire più funzioni, touch-screen, nani salterini e fuochi artificiali Windows 10 risulta notevolmente azzoppato.

Un sistema operativo ancora instabile, un passo indietro rispetto al touch forzato di Windows 8, un’app store non ancora maturo, aggiornamenti automatici forzati e la mancanza di driver per vari dispositivi lo rendono potenzialmente una bomba inesplosa.

Se utilizzate il PC per un utilizzo basilare aggiornate senza troppi ripensamenti. Se la compatibilità con software e periferiche è fondamentale vi conviene aspettare: Windows 7 è ancora supportato a livello di aggiornamenti e, fino a quando non sarà indispensabile, ad oggi i benefici non compensano tutti i bug di cui è affetta la nona versione dell’OS di Redmond (già il nome fu un problema, dovettero passare al 10 perché Windows 9 a livello di sistema creava problemi), aggiornamenti inclusi.

Se state pensando di acquistare un nuovo computer magari è la volta buona per passare ad un sistema basato su Unix come Linux o Mac: maggiore ottimizzazione e più stabilità.
Windows 10, ad oggi, risuona come una delle tante promesse mancate di Redmond. Vedremo.

Marco

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