Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

 sherlock_abominable_bride_lightL’investigatore partorito dalla mente di Sir Arthur Conan Doyle torna al cinema: buona lettura!

Calmate i bollori
Di Sherlock Holmes ne esistono varie versioni. Questa è la derivata inglese (quindi calmatevi, non c’è Robert Downey Junior ma Benedict Cumberbatch) ambientata ai giorni nostri, delizia trasmessa per le prime tre stagioni dalla BBC. Ora è arrivato questo “episodio speciale” al cinema come evento unico, fremendo come ansiosi suricati nell’arrivo di una quarta stagione.
La trama
Sherlock in preda ad un’overdose entra nel suo castello mentale (una nota tecnica mnemonica utilizzata anche da Patrick Jane in The Mentalist) per tentare di risolvere il mistero di Moriarty. Si ritrova nel 1890 immerso nel caso dell’abominevole sposa, un caso che presenta molte analogie: una donna tisica che uccide se stessa e, post-mortem, il marito e un suo amante precedente. Sherlock e Watson saltellano a braccetto per scoprire l’oscura verità alle spalle di tutto questo.
Il film
Più che un film si tratta di un episodio speciale trasmesso (in Italia) al cinema in una sola giornata, realizzato però con la stessa perizia della serie televisiva: telecamera che si svincola dai piani fissi per approfondire certe tematiche e/o particolari della scena, flashback nel castello mentale di Sherlock, un’analisi forense ineccepibile, l’impeccabile Watson interpretato dal bravissimo Martin Freeman. l’allegra badante petulante novantenne di Sherlock che prepara the non richiesto per mezza Inghilterra e così via.
Ritroviamo gli elementi classici di Sherlock retrodatati al 1890, dove un uomo con un badile e una vanga poteva governare il mondo. Sherlock tuttavia non dorme con le galline e ben presto comprende che è impossibile compiere omicidi post-mortem, nonostante tutti inneggino a fantasmi, visioni mistiche date dall’abbondanza di fagioli e patate, punizioni divine e vaneggiamenti simili.
Il raziocinio di Sherlock rimane cristallino e lo guida, come spesso accade, alla verità, rimanendo fedele al personaggio originale (pipa e un mix di morfina/cocaina endovenosa, per non rovinare il setto nasale) ed evidenziandone difetti e virtù.
Ne vale la pena?
Nonostante Sherlock Holmes sia un personaggio centenario ad oggi continuiamo ad eccitarci con le sue storie e, a quanto pare, anche gli sceneggiatori di Hollywood attingono a piene mani da un filone abbastanza ricco di inventiva e storie per intrattenere il pubblico moderno (pensiamo alla versione con Robert Downey Junior e al personaggio di Dr House, fortemente ispirato a Sherlock).
Nell’attesa di una quarta stagione ricca di colpi di scena, omicidi (d’altronde è pur sempre Sherlock) e redivivi possiamo goderci questo extra, sperando a breve di poter godere commossi dei nuovi episodi, edulcorando le nostre menti grazie all’intelletto geniale di Sherlock e al suo fido assistente Watson.
Marco
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Commenti su: "Sherlock e l’abominevole sposa" (3)

  1. Tutti quanti noi non vediamo l’ ora di vedere questa quarta stagione.

  2. Film spettacolare così come la quarta stagione!!! Wow!!!!

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