Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Happy birthday. To me

informatica

Oggi è il mio compleanno, festeggiamo un altro giro della Terra intorno al Sole, “una scusa come un’altra per essere felici” direbbe Cameron in un episodio di House.
Oggi voglio parlarvi della mia passione per l’informatica, com’è nata, perchè la porto avanti, cosa mi ha interessato: buona lettura!

A 16 anni ho ricevuto il mio primo computer: prima i miei genitori credevano che l’avrei usato poco, che non mi sarebbe piaciuto, che l’avrei usato solo occasionalmente. Alla faccia! Avevo una voglia che mi divorava l’anima e così, inveendo contro divinità di varia natura sono partito con Windows 98.

Certo, vista la partenza avrei avuto dei validissimi motivi per dare a mucchio tutto quanto e rinunciare ma, visto a che a caval donato non si guarda in bocca, ho iniziato sotto l’ascendente di Bill Gates. Ma l’essere testardo fa parte della mia natura astrologica (sono ariete), per cui mi sono impegnato e, pur senza basi teoriche, ho iniziato a smacchinare un po’. Arriviamo così alle superiori e una sera viene a trovarmi Sandro, parente genovese molto simpatico che ora è passato ai verdi pascoli, e mi fa vedere Photoshop: da lì inizio a ritoccare foto e a districarmi tra livelli, pennelli, filtri e quant’altro.

Gli anni passano, i capelli crescono e i tempi cambiano: passo finalmente a Windows Xp (si fa per dire), una benedizione rispetto al 98 e come corso scelgo Programmatori. Nonostante la mia matematica da urlo di Munch riesco ad apprendere i rudimenti base e a capire finalmente come si muove un computer, i suoi componenti e altre cosette interessanti. Il problema, fino a quel momento, era il fatto che lo utilizzavo senza avere la minima idea di quello che avevo sotto il cofano: ram, hard disk, processore… tutte cose sconosciute che avevo fatto scegliere al tecnico della Computer Discount al momento dell’acquisto (i miei non potevano aiutarmi e nessuno mi aveva mai spiegato queste cose).

Quando sei vittima dell’ignoranza (com’ero io in questo campo, per l’appunto) tutti si approfittano di te, dal contadino all’imprenditore: hard disk formattati di continuo, dati persi in seguito a mancati backup da parte mia e da parte del tecnico prima di piallare tutto, pezzi usati venduti per scontati a prezzi stratosferici, pile di cd e dvd acquistate a peso d’oro e via elencando. Un girone dantesco dove il primo smanettone con due cacciaviti in mano s’improvvisa esperto e inizia ad armeggiare con il tuo computer facendo di tutto e di più, compreso attaccare cavi con lo scotch da muratore e riempirlo di bollini sul case, dentro e fuori.

È stato in quel momento, credo, che vessato dalle continue richieste economiche (a volte ben 50 euro per un intervento semplice, come il montaggio di un pezzo quale hard disk/lettore dvd/RAM) ho deciso che era ora di smetterla di nascondere la testa nella sabbia e iniziare a fare qualcosa.
Ho iniziato così a recuperare vecchi computer non funzionanti così, solo per poterli smontare e vedere uno ad uno i singoli pezzi, gli attacchi, le varie tipologie di dischi e RAM… una specie di anatomia informatica, come fanno gli studenti di medicina quando aprono i cadaveri e iniziano ad identificare i singoli organi.

Questo sistema, che può sembrare una perdita di tempo all’inizio, in realtà è stato molto produttivo, in quanto mi ha permesso di riconoscere a colpo d’occhio i singoli componenti quando aprivo un computer e di imparare, pezzo dopo pezzo, a sostituire i pezzi senza fare eccessivi danni. Questa competenza acquisita pian piano, giorno dopo giorno, ha iniziato a giovare anche al mio portafoglio: potevo acquistare i singoli pezzi alle varie fiere dell’informatica e installarmeli senza grossi problemi, con un buon risparmio e la soddisfazione di aver fatto qualcosa con le mie mani.

Man mano che la mia competenza aumentava (grazie al fatto di vedere sempre più computer e componenti smontati) in modo proporzionale aumentava anche la mia sana diffidenza dai cosiddetti “smanettoni” di professione, simpatici caciottari che ti montano un computer al risparmio spacciandoti la frase che odio più di tutte: tanto tu non hai bisogno d’altro, a chi serve della potenza in più?

Partendo dal fatto che quello che combino io con il computer tu nemmeno lo immagini (ritocco e montaggio foto, montaggio video -e successivo rendering, e chi l’ha fatto sa le ore necessarie per terminarlo-, internet, ascolto e visione musica e film), ciò che spesso questi avventori del cacciavite ignoravano è che Windows Xp ha bisogno di un quantitativo minimo di ram per funzionare: se la richiesta minima del sistema operativo è 256 MB e tu monti 512 MB, io ho solo 256 MB per lavorare.

Va benissimo se devo editare le ricette di Nonna Papera, un po’ meno se voglio evitare di diventare nonno prima che Photoshop abbia caricato le foto. E vai di file di paging, ovvero il computer inizia ad utilizzare uno spazio del disco fisso per sopperire alla ram mancante ma se RAM e disco fisso hanno nomi e funzioni diverse c’è un perché: il disco fisso è più lento della RAM, inoltre serve un disco fisso serio e capiente e non quella zozzeria Samsung da 80 GB che hai montato l’ultima volta che hai squartato il mio piccoletto.

Serve tempo per capire queste cose, un po’ di più per poter controbattere a chi te le monta credendo di avere l’imposizione divina a fare minchiate, ma alla fine arrivi a fare un bel gesto dell’ombrello e a rispondergli che il tuo computer non glielo riporti nemmeno con un fucile puntato alla testa.
Per fortuna la vita è una ruota che gira e ogni tanto si ferma sulla casella bonus: nel mio paese è stato aperto un piccolo negozio d’informatica gestito da persone competenti (finalmente), che spiegano esattamente le cose come stanno e non applicano ricarichi da strozzini.

La mia passione per l’informatica è nata così, dalla voglia di decidere COSA attaccare/collegare/montare sul mio pc/mac senza affidarmi al caso, dalla necessità di fare manutenzione alla mia “motocicletta” (citando Pirsig e il suo libro) e comprendere finalmente cosa le stanno impiantando e installando.
Passione nata per necessità, per curiosità, per entrambe le cose: un amore che si è tramutato nell’acquisto del Macbook, un portatile irrinunciabile che continua a regalarmi giornate splendide e ore di divertimento, oltre alla ben nota affidabilità.

Ogni giorno cerco sempre di tenermi aggiornato, imparare cose nuove e apprendere: è questa la vera arma del futuro, la conoscenza e non la violenza.

Non dimentichiamolo mai.

Marco

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Commenti su: "Happy birthday. To me" (2)

  1. Tanti auguri… cento di questi pc.

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