Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

The crazy ones

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L’ultima, memorabile sit-com di Robin Williams prima della prematura scomparsa. Riscopriamola insieme, buona lettura!

La trama

Nell’agenzia pubblicitaria Lewis, Roberts+Roberts troviamo, oltre al fondatore Simon Roberts (Robin Williams), la figlia Sydney (Sarah Michelle Gellar) come direttrice creativa, il copywriter sciupafemmine Zach Cropper (James Wolk), il direttore artistico Andrew Kennedy (Hamish Linklater) e Lauren Slotsky (Amanda Setton), affascinante curatrice editoriale.

Il parere del divano

Nel complesso il mix è godibile; certo, non è facile emergere con una prima stella come Robin Williams ma il resto del cast riesce comunque a regalare emozioni “moderate”.

I personaggi non vengono approfonditi particolarmente, a parte il rapporto padre e figlia tra Simon e Sydney; interessante, a metà stagione, lo scontro tra contabili e creativi con un approccio epico in cui gli americani sono maestri. Riuscirebbero a rendere spettacolare anche la stitichezza di un neonato.

Nonostante un inizio spumeggiante legato, in parte, anche alla guest star Kelly Clarkson presente nel pilot, gli spettatori sono diminuiti considerevolmente: dai 15 milioni dell’episodio iniziale ai 5 milioni per per l’ultima puntata (dati USA).

L’angolo del critico

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I critici accusano la serie di non avere archi narrativi estesi nei vari episodi e personaggi poco definiti che non suscitano l’interesse del pubblico. Williams ripropone il suo repertorio di imitazioni e voci buffe ma il Boston Herald lo trova “esausto”, segno della malattia e delle difficoltà finanziarie che stava attraversando in quel periodo.

Molti rimangono allibiti da quanto possa essere noiosa la serie pur avendo a disposizione un cast spettacolare, capitanato da un eccezionale mattatore quale Robin Williams.

A causa dello scarso successo la serie è stata cancellata il 10 maggio 2014, un duro colpo per Robin Williams che affrontava il ritorno sul piccolo schermo dopo anni (l’ultima apparizione era stata con Mork e Mindy, ricordate?) per rilanciare la sua carriera e guadagnare qualche soldo extra, a fronte di spese esorbitanti per il divorzio.

Concludendo

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Una serie che merita di essere recuperata, se non altro per l’impegno profuso dal cast per far funzionare un telefilm dal tema inaspettato e assistere all’ultima interpretazione di Williams in TV.

I personaggi non emergono in modo significativo e ciò ha penalizzato sicuramente la serie: in altri casi come The Big Bang Theory una costruzione ad hoc rende il mix un incastro perfetto dove è piacevole ritornare, ogni settimana, per ritrovare dei vecchi amici e assistere alle loro bislacche avventure.

Forse sotto la direzione e la scrittura di Chuck Lorre questa serie sarebbe potuta decollare, chi può dirlo. Nel mentre godiamoci uno dei più grandi attori statunitensi del nostro secolo: critiche a parte rimane un bel ricordo di Robin e delle sue potenzialità, anche a livello umano.

Marco

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