Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Manuale universitario

jenga_grandescommessa

Ovvero come frequentare l’università con meno danni possibili per la tua giovane coscienza (e per le tasche dei tuoi genitori se sei mantenuto; per il tuo portafoglio personale se fai già qualche lavoretto), cercando di sopravvivere agli isterismi collettivi e passando quanti più esami possibili. Buona lettura!

Un sogno? Ma no dai, ci si può provare: se non altro puoi stamparlo e portarlo con te in quei giorni in cui infileresti i pennarelli in posti non appropriati a compagni e professori.

Iniziamo (tenendo conto della dovuta ironia di certe affermazioni):

1 I libri: dove li trovo, quanto li pago, a cosa mi servono
Nella concezione classica dovresti innamorarti del libro, metterlo per sempre nella tua libreria e portartelo fino alla tomba. Di solito un libro è funzionale: serve come parte integrante di un esame, poi si cambia giro (e si cambiano libri).

Come fare?
Prenderli nuovi e originali in libreria comporta l’accensione di un mutuo, prenderli usati (meglio da studenti che stanno mollando o che hanno studiato molto poco, sono come nuovi) si trovano fotocopiati solitamente (ma ora è legale, per cui ti riempiono di bollini SIAE le tue copie e vai tranquillo fino al 15% del libro): assomigliano alla raccolta punti del distributore o della Coop ma se non altro puoi studiare con una cifra modesta (da 5 a 12 euro per libro).

Ovviamente una volta dato l’esame nessuno ti impedisce la rivendita: in questo modo puoi finanziare i nuovi libri per gli esami in arrivo.

2 Mettiamo il NOS: Appunti, domande, risposte, dispense, mensole e comò
I libri (tendenzialmente) sono scritti dagli stessi docenti (o sono loro traduzioni): in ogni caso, purtroppo, sono chiari come le istruzioni per programmare un videoregistratore.

Da qui nasce tutto un mercato sommerso: il prof che mette le dispense online (ma che poi, se non vuoi fondere le retine degli occhi, devi stampare), appunti che prendi andando a lezione e domande/risposte dell’esame (anche qui vagliate le offerte: Scritto/Orale? Si ripetono le domande? Le risposte sono esaurienti? Quante probabilità ho che ricapiti lo stesso compito?).

É chiaramente una questione di fortuna: l’unica raccomandazione è COMUNICARE. Sempre, comunque. So che magari c’è quella ragazza che è brutta come la fame (ma ho contrattato appunti anche con ragazze molto belle, per cui unite l’utile al dilettevole), quel ragazzo simpatico come Equitalia a Natale (i famosi nerd, che sanno benissimo quello che stanno facendo ma non lo spiegano a nessuno) ma la vera capacità dell’universitario esperto (nonché comunicatore… embè) è unire le trame con tutti.

L’emergenza ragazze è ben viva e si può capire ma per il proprio studio bisogna saper giocare le proprie carte: io dò qualcosa a te, tu dai qualcosa a me.
Senza esser maliziosi il discorso significa reciproca collaborazione: siate disponibili e gentili donando risposte e domande (o vendendole, con i non frequentanti è un’attività molto redditizia)  e vedrete che le vostre compagne di corso vi aiuteranno spontaneamente per i vostri esami (o vi daranno i contatti giusti).

In questo modo avrete amiche nuove, appunti validi e una maggior possibilità di passare l’esame: massima resa e minima spesa.

3 I docenti: modi e tempi per comunicare senza stressare
I docenti sono un universo a parte.

Ci sono quelli puntuali alle 8.30 di mattina spaccate, quelli che si presentano agli esami dopo mezz’ora/un’ora, quelli che rispondono alle mail in giornata e quelli che la casella la controllano una volta a settimana. Capita, c’est la vie.

Innanzitutto scrivete una buona mail al docente (un piccolo modello standard per non farvi insultare fin da subito): nell’oggetto non scrivete solo INFORMAZIONI (è scontato), scrivete direttamente APPELLO DEL …/09/08, VERBALIZZAZIONE DEL …. e via dicendo.
Nell’apertura inserite nome, cognome, numero di matricola e corso di laurea (alcune materie, da noi, sono valide sia per comunicazione che per comunicazione e marketing): almeno il prof sa con chi e di cosa parla (alcuni hanno più materie).

L’importante è capire la psicologia del docente (simpatico/sicuro di sè/arrogante/disponibile/prezioso) e lavorarci: in base a quello si calibra il tiro delle richieste e il tono (inutile fare i simpaticoni con un prof che crede d’esser sceso dal cielo per donar a tutti noi il sapere).
Cercare di conoscerli comunque aiuta: molti insegnanti sono diversi una volta scesi dalla cattedra e meritano una seconda possibilità.

4 Frequento o no: l’eterno dilemma
Frequentare per molte facoltà non è obbligatorio.

Tuttavia la reale utilità della frequenza (oltre a ricevere delle spiegazioni complete) è quella di seminare contatti, creare la rete che ci servirà e sosterrà per i vari esami, conoscere quante più persone possibili, cercate di esser curiosi, di voler esplorare, raccogliete e condividete esperienze di vita: chissà, uno di questi contatti potreste ritrovarvelo sul treno per Milano!

Marco

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Commenti su: "Manuale universitario" (3)

  1. 1) Fotocopie: non è legale una cippa!!! è legale fotocopiare solo il 15% del libro… se vai oltre sei nelle grane e quei bollini non ti salvano di certo… sono solo messi lì per dire che lo sanno, ma che tanto continuano così! (almeno finchè non li ribeccano per la centunesima volta!!!)

    Collaborazione: io nel blog ho pubblicato spesso appunti d’esame completamente a gratis, basta cercare e trovi ciò che vuoi, ma non è detto che le fonti siano sempre attendibili!! meglio seguire le lezioni!!

    Prof: non fermarsi alle apparenze.. alcuni sono molto diversi da come sembrano!

    Io consiglio frequentare sempre, tranne per necessità lavorative…

    cobain86–>
    Essendo studente anch’io lo so che è solo il 15% del libro, ma se il prof vuole solo un capitolo o due il problema non si pone…

    Tanto le copisterie non chiuderanno per una soffiata: coprono le apparenze per un po’ e poi si ricomincia, la richiesta è troppo forte e l’offerta certo non si fa desiderare (penso a Correggio o ad altre copisterie reggiane)…

    Come già detto in precedenza stimo molto il tuo blog e hai di fronte uno dei frequentanti più convinti (tranne che per seri motivi, tra cui il Ciak esami che vedi nelle pagine): ognuno è responsabile delle sue scelte.

    Grazie mille e a presto
    Marco

    2) Per le fotocopie ti ho scritto cosi perchè ho letto nel tuo post “si trovano fotocopiati solitamente (ma ora è legale, per cui ti riempiono di bollini SIAE le tue copie e vai tranquillo)”… (se vuoi che i tuoi lettori non capiscano male, è meglio che precisi la storia del 15%)

    Le copisterie per una soffiata ci hanno rimesso un sacco di soldi, penso a quella accanto alla vecchia sede ma anche a quella di cui usufruiamo attualmente (senza fare nomi), magari non chiudono, ma si vedono sequestrare le macchine e devono pagare multe.. poi magari ricominciano, ma stanno cauti dopo…

  2. Bravo Marco, un post utilissimo, soprattutto per i nuovi iscritti.
    Per quanto riguarda appunti, libri usati e contatti con gli studenti può essere d’aiuto lo Student’s Corner, il forum degli studenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione. In questi anni (soprattutto quando non avevo la possibilità di frequentare a causa del mio lavoro full-time) si è rivelato una grande risorsa!

    A presto

    Da

  3. Eh già, lo Student è una risorsa importante 🙂 Io sono l’amministratrice ormai da un po’… fate un po’ di pubblicità a questo spazio!!!

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