Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Noi che…

Lavori a maglia dentro all'università

Su Internet se ne leggono tanti, Lupo Alberto pubblica i migliori, io modestamente ho scritto il mio.
Buon amarcord a tutti e buona lettura!

Noi che facevamo merenda alle 4 con Mila & Shiro, Holly e Benjii e Solletico
Noi che imparavamo a giocare a carte dai nonni
Noi che vincevamo sempre a carte con i nonni
Noi che giocavamo e facevamo la bella, la bella della bella, la “definitiva”
Noi che quando uscivamo in cortile trovavamo sempre un gioco da fare
Noi che a calcetto gridavamo sempre “fallo di mano”
Noi che vedevamo i nostri genitori ballare sulle note di Mina, Gaber, Morandi, Dalla, Celentano e Vecchioni
Noi che ascoltavamo la musica da uno stereo giocattolo rosso e giallo (e pile enormi)
Noi che dovevamo riavvolgere SEMPRE il nastro per poter ascoltare la nostra canzone preferita
Noi che, a forza di ascoltarlo, quel nastro l’abbiamo usurato 😉
Noi che sognavamo il castello dei Lego e l’UltraZord dei Power Rangers
Noi che, tenendo una mano ad una ragazza, diventavamo rossi come peperoni
Noi che ci facevamo chiamare dagli amici sul telefono di casa
Noi che giocavamo a tombola e i premi erano i nostri giochi usati
Noi che ci siamo innamorati ascoltando “Una canzone per te” di Vasco
Noi che, per colpire una ragazza, le scrivevamo una lettera a mano
Noi che siamo cresciuti a 16 bit con pixel, cartucce enormi e password enciclopediche
Noi che navigavamo (lentissimi) su Internet a 56k, con quella melodia gracchiante per connettersi
Noi che siamo cresciuti con la riga di comando in Dos per poter giocare i primi titoli
Noi che giocavamo con un GameBoy pesante e grosso come un mattone (e ci sentivamo fighi)
Noi che giocavamo a calcio con la maglietta del nostro calciatore preferito
Noi che avevamo la “maglietta della salute” per non sudare troppo
Noi che andavamo in bicicletta senza il caschetto e le protezioni
Noi che abbiamo creato la nostra colonna sonora con le risate dei nostri amici
Noi che, quando facevamo le foto con le usa e getta, aspettavamo una settimana per lo sviluppo
Noi che dovevamo stare attenti che non “saltasse” il lettore cd portatile
Noi che giravamo con le batterie di scorta per non rimanere senza musica 😉
Noi che alle medie eravamo tutti in tuta da ginnastica
Noi che scoprivamo le ragazze su Max comprato di nascosto e lo tenevamo come una Bibbia
Noi che scambiavamo i nostri ricordi su decine di floppy disk (altro che chiavette)
Noi che quando abbiamo dato il primo bacio era davvero speciale, non solo una scommessa con gli amici
Noi che abbiamo ricevuto i colori per disegnare i nostri sogni (senza computer)
Noi che l’inglese l’abbiamo imparato con Topolino in cassetta
Noi che ci svegliavamo alle 7 la domenica per vedere l’Albero Azzurro
Noi che preferivamo avere un bel ricordo anziché aver paura di vivere le nostre emozioni
Noi che rispettavamo le persone. Punto.
Noi che le emozioni le vivevamo a 360 gradi con il cuore che batteva a 1000
Noi che passavamo le notti a chiederci se “lei” (la migliore amica) si sarebbe messa con noi
Noi che abbiamo avuto la nostra infanzia, senza la fretta di dover sembrare adulti bruciando le tappe
Noi che siamo sempre appassionati in tutto quello che facciamo
Noi che non abbiamo mai smesso di colorare le nostre vite e i nostri sogni.

Marco

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