Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Marina secondo Zafòn

Marina - Carlos Ruiz Zafòn

Marina – Carlos Ruiz Zafòn

Marina è un libro di Carlos Ruiz Zafòn e parla di un ragazzo che, scappando clandestinamente dal collegio, se ne va a zonzo per Barcellona scoprendo intrighi e storie torbide, giocando un po’ all’ispettore Clusoe ed un po’ a Casanova. Buona lettura!

Oscàr è un ragazzo voglioso che evade dal collegio, scopre una bella ragazza, diventa amico con suo padre, fanno le gitarelle insieme, scoprono (e ovviamente risolvono) il mistero di una famiglia dilaniata dal dolore e da una personalità tanto geniale quanto disturbata. Il materiale c’è, insomma. Non dimentichiamo che questo romanzo ha avuto un enorme consenso, dando la pensione assicurata al proprio scrittore.

Carlos Ruiz Zafòn vuole portare il proprio lettore in questa specie di Cluedo facendogli prendere lo squarause (cagarella) quando meno se l’aspetta, creando suspense in modo avvincente e tenebroso.

In realtà Zafòn, anche se vuole negarlo e dare una svolta al proprio stile di scrittura, scrive ancora per ragazzi: il modo di creare suspense è ridicolo e la paura, casomai, viene al lettore ma non per la storia: ha paura che questi attimi di suspense finti lontani un chilometro non si esauriscano nel giro di qualche pagina, annoiandolo a morte.

Per fortuna i racconti e le descrizioni dei vari personaggi (nonché il ritmo della storia) nel suo complesso risultano abbastanza dinamici e la lettura scorre abbastanza (tranne nei punti di finta suspense, vedi sopra), regalandoci comunque un abbozzo interessante della vita di questo ragazzo che può fare sognare qualche pseudo adolescente sul bordo del suo letto in una sera afosa d’estate.

Visto che il target del romanzo viene definito adulto, mi sarei aspettato qualche scapicollata in meno e un maggior sviluppo della storia tra i due ragazzi, che viene lasciata sfocata e pallida sullo sfondo.

La storia comunque risulta accettabile, con una Barcellona tratteggiata sullo sfondo in modo non invasivo e un intreccio che si rivela non male, complessivamente.

Personalmente preferirei di gran lunga investire la somma spesa per Marina in maniera migliore, acquistando un libro di Culicchia, Severgnini, Luca Goldoni o Andrea Di Carlo. Al limite potrei anche acquistare un libro di R.L. Stine (autore della serie Piccoli Brividi), ma dovrei resettarmi a quando avevo 14 anni.

Sinceramente il libro non è malvagio ma non è il mio genere: a me interessa la vita vera e non l’evasione mentale di un adolescente iberico che va alla caccia di fantasmi.

Voto: 7

Marco

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