Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

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Un nuovo studio si affaccia nel mondo degli anime: riuscirà ad eguagliare lo studio Ghibli? Buona lettura!

La trama

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La pro-zia di Mary era una strega ed è fuggita dal mondo incantato con “Il volo notturno“, un particolare fiore luminescente chiamato volgarmente “Il fiore della strega“.

Anni dopo la nipote si trasferisce da lei con tutta la famiglia, in mezzo alla radura, al bosco e ai lombrichi.

Ma un passato non troppo lontano verrà a cercarla per riscuotere il suo tributo: il fiore della strega, tanto prezioso per esperimenti sulla mutazione genetica (animale e umana).

Il film

La sala era gremita il 20 giugno: per forza, era l’ultimo giorno di proiezione… e il biglietto costava solo 3 euro!

Rapito da questa notizia ne ho approfittato per fare una doppietta (a breve vedrete anche la recensione del secondo film, diretto da Steven Soderbergh).

Mary e il fiore della strega (Meari to Majo no Hana) è un film che profuma di buono, sa di buono… emana un’essenza positiva.

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In realtà la domanda posta all’inizio è un piccolo trabocchetto: nello studio Ponoc si sono riversati molti animatori dello studio Ghibli. Più che concorrenti sono… fratelli d’animazione.

La storia riprende il filone fantastico di Arrietty e il mondo sotto il pavimento, il meraviglioso La ricompensa del gatto e così via: ragazzini/e di dieci anni che scoprono mondi paralleli, fantastici, dove poter esprimere talenti nascosti che, nella vita reale, rimangono una dolce e semplice fantasia.

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In realtà il talento di Mary, tanto decantato e lodato quando entra nell’università di magia, è un potere acquisito, al pari di Super Pippo con le noccioline.

Lei riesce a volare, a scomparire, a praticare varie magie solo quando strizza (sporcandosi le mani) i fiori della strega, che sarebbero i campanelli blu iridescente che potete vedere da questi screenshot.

Accompagnata da due gatti Tib e Ghib (immancabili, nelle storie d’oriente), scoprirà questi misteriosi fiori e, anziché annoiarsi facendo la maglia o controllando il portapiume dei passeri,  entra in una specie di Hogwarts nipponica.mary-fiore-strega-5

La pagina ufficiale dello Studio Ponoc cita i riferimenti con Harry Potter ma questo film, fortuna loro, è decisamente molto meglio della saga con il maghetto e l’amichetta rossa saccente (comunemente chiamata Hermione).

Nel mondo parallelo in cui viene portata Mary molte cose funzionano in modo particolare (e qui, ancora una volta, scomodiamo Lewis Carroll e Alice): se contiamo che la “regina” del posto vuole usarla per un esperimento genetico beh, qui possiamo citare anche Jurassic Park.

Al posto dei super computer e della genetica, però, troviamo la magia e macchinari antiquati che si attivano a leve e improperi: un laboratorio che ricorda parecchio quello dove prese vita Frankestein, giusto per aggiungere altre citazioni.

Ciò che rende queste pellicole dei piccoli capolavori è la semplicità, parola ormai sconosciuta ai grandi distributori hollywoodiani: pochi elementi essenziali su cui costruire una storia, con colpi di scena e vari soggetti, che interagiscono tra di loro come un puzzle magico. All’interno di questo puzzle meraviglioso tutti i pezzi vengono collocati e incastrati alla perfezione, fornendo allo spettatore gli strumenti necessari per ricomporre in pochi attimi la storia.

In questo modo possiamo focalizzarci sul disegno, i colori, le simpatiche acrobazie che spezzano i momenti di tensione regalando risate sincere, senza scadere nella becera comicità dei cartoon americani.

Concludendo

Il film ci mostra come abusare della magia e il contare esclusivamente su superpoteri esterni a noi stessi sia sbagliato, malefico e potenzialmente distruttivo per l’umanità.

Un’ottima prova per lo studio erede della tradizione Ghibli: tratto pulito, semplice, fondali e colori che tolgono il fiato, storia ben strutturata e con colpi di scena… una poesia e un romanticismo che vi accompagneranno anche una volta usciti dalla sala.

Cambiano le bandiere ma lo spirito, per fortuna, rimane immutato: un piccolo capolavoro di dolcezza, simpatia e gag genuine, sincere (scordatevi la slap-stick comedy che impera nei film animati Dreamworks e Sony), un balsamo per le nostre anime.

Uscito a gennaio 2017 in Giappone, in Italia abbiamo potuto vedere la versione tradotta dal 14 al 20 giugno 2018. Attendiamo speranzosi il blu-ray per aggiungere questo piccolo gioiello alle perle degli anime giapponesi.

Consigliato a tutti, famiglie e single inclusi.

Voto: 9,5/10

Marco

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