Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Benvenuti a casa mia

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Una commedia francese che affronta il tema della presenza dei ROM in Francia: buona lettura!

La trama

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Jean-Etienne Fougerole, intellettuale di sinistra tondo e pacioccone, promuove in un dibattito politico la sua ultima fatica letteraria, “A braccia aperte”.

Nel dibattito si scontra con un giovane avversario omosessuale della destra francese, che ha scritto ben altre cose: il suo libro s’intitola “Pericolo”.

Fougerole, caldo dei vapori giovanili che lo hanno infiammato, lancia l’invito e la disponibilità ad ospitare un’intera famiglia di ROM.

Neanche a dirlo sul serio una famiglia di ROM si presenta a casa sua con un infiltrato (un marsigliese senzatetto).

Tra odori molesti, musica a palla, talpe e ricci cucinate come se fosse pollo, un maiale che gode nella vasca dei pesci e una letale sparachiodi ben presto i veri sentimenti affiorano e la convivenza diventa molto più impegnativa di quanto credessero.

Il film

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Neri, ebrei, arabi e asiatici (Non sposate le mie figlie): Philippe de Chauveron gode a prendere di mira le minoranze, e questa volta i ROM sono protagonisti della pellicola.

Sotto l’aureola innocente della commedia per famiglie notiamo una feroce e sagace critica alla sinistra borghese francese, che predica l’apertura al diverso, la povertà e i valori comunisti a suon di bottiglie da 300 euro l’una.

Se ciò non bastasse (la passione per i vini è legittima) notiamo camicie di Dior, orologi di lusso e una villa con un giardino grande come un campo da calcio.benvenuti_casa_mia_09

Il protagonista viene doppiato da un bravo Magalli, che si adatta bene al ruolo e rende il doppiaggio naturale, trasparente, pulito.

La moglie radical chic non fa una beata mazza tutto il giorno: assembla rifiuti definendoli opere d’arte, suscitando ilarità perfino tra il capofamiglia ROM.

A completare questo quadretto dell’ipocrisia e del buonismo a sbadilate troviamo il classico indiano, con tanto di turbante e accento tipico (una divertente caricatura, va riconosciuto).

Eh sì, loro sono di sinistra ma vivono in una villa da miliardari con domestico al seguito, incredibile ma vero.benvenuti_casa_mia_10

Nel mentre i giovani delle rispettive famiglie trombano, com’è giusto che sia, suscitando l’ira del capofamiglia ROM che vorrebbe giustiziare il padre della futura sposa con una sparachiodi carica.

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Anche se risulta quasi impossibile accantoniamo per un attimo le battute, le boutade comiche e il maiale che grufola nel giardino di casa.

La forte critica alla sinistra francese mostra una forte ipocrisia di fondo, dove si è liberali, progressisti e innovatori… con il fondoschiena degli altri, mi si perdoni l’ardire!

Il nuovo razzismo è latente, non è manifesto e, come in passato, si basa su stereotipi e pregiudizi.

Tuttavia quando vedi un ROM che si scola il cherosene, uno che mangia talpe a mani nude e un maiale che grufola in cucina è difficile trattenere i conati di vomito.

Io mi auguro sinceramente che queste persone non debbano vivere così, perché onestamente penso che le talpe stiano bene sottoterra e che il maiale possa sgrufolare nel fango, non tra il servizio di porcellana e le posate di zia Augusta.

Concludendobenvenuti_casa_mia_11 Tralasciando il finale, dove il figlio decide di andare a vivere in roulotte per il resto della sua vita, vivendo del commercio di oggetti usati (e il padre, anziché mandarlo a lavorare in miniera, è più che contento) è un elogio ai buoni sentimenti e ad un’integrazione che, onestamente, vedo molto difficile da realizzarsi.

Nella realtà il figlio sarebbe dovuto scappare di casa o, come minimo, diseredato. Tuttavia l’elogio del buon senso, di un’apertura mentale che rasenta la coppia aperta, trasformano la commedia in un enorme dito puntato al lusso borghese della nuova sinistra francese.

Ricorda un film di Checco Zalone: tuttavia si ride molto meno e spesso il conato è dietro l’angolo. Non è razzismo, è istinto di sopravvivenza ed evitare di mangiare dei topi di terra, mettiamola così.

Un film di pseudo-denuncia, che conferma i timori della destra francese rafforzandoli, trasformando la discussione politica in una farsa con frasi spesso buttate a caso e cliché anni ’50.

Curioso, non imperdibile. Scegliete voi.

Voto: 7/10

Marco

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Commenti su: "Benvenuti a casa mia" (1)

  1. […] differenza di quanto accade con Benvenuti a casa mia, recensito qualche settimana fa su queste pagine, qui non troviamo gli stereotipi classici legati […]

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