Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Ldg (Lavori di gruppo)

Lavori di gruppo

Lavori di gruppo

Gli Ldg (Lavori di Gruppo) sono belli e devastanti allo stesso tempo. Ho pensato che fosse giusto analizzare le varie dinamiche, per ridere bonariamente sul modo di lavorare italiano. Buona lettura 😉 !

Scelti i propri compagni (di solito trovati grazie ad un obiettivo comune, puro interesse utilitaristico), d’ora in poi si riceveranno le direttive da un capo, un superiore che potrai contattare solo via mail o sul cellulare riservatissimo (previa consultazione parlamentare con il resto del gruppo).

Fase 1: Ma che bello!

Nell’euforia generale si festeggia la nascita del nuovo gruppo  e  ci si complimenta a vicenda, così, senza un reale motivo apparente. Ad un certo punto però, si decide che è ora di iniziare a lavorare seriamente: è ora di raccogliere le prime idee (brain storming). I componenti del gruppo, di solito, prevedono il nullafacente, la secchiona, la viziata, un pragmatico e due o tre ritardatari e un sognatore (quello che partorisce idee impossibili, costringendo anche gli altri a seguirle).

Fase 2: Quante idee mi affollano la capoccia!

Il brain storming è l’anarchia allo stato puro: ognuno ha il sacrosanto diritto di esprimersi e quindi si vede di tutto un po’. Urla, disegni concitati e stramberie varie sono registrate dal notaio del gruppo, di solito una persona che vuole stare tranquilla e non impicciarsi. Poi dice la sua, a ragion veduta.

Fase 3: Compiti e ruoli

Sulla base delle proprie inclinazioni personali e/o vicinanza con i posti da frequentare per raccogliere materiale, ci si divide le mansioni. Chi cura la parte informatica, chi le informazioni, chi cerca su Google tutti i siti e/o integrazioni per i testi, chi redige le informazioni scopiazzate altrui e così via. In questa fase si erige, naturalmente, una persona leader del gruppo. É quella di cui tutti si fidano, estroverso, simpatico ma affabulatore, ha già qualche amico nel gruppo e sa usare la penna come strumento di potere. Molto spesso non conoscendo il reale carattere delle persone è facile incappare in grossolani errori di valutazione, ma per il momento siamo tutti contenti e felici. Avanti tutta.

Fase 4: Doveva essere qui alle 9…

Alla decima telefonata si trova (finalmente) un accordo per vedersi: messaggio di conferma a tutti gli altri, ci si ritrova nell’area relax universitaria dotata di tante prese per i computer e connessione wi-fi per Internet. Purtroppo la puntualità è un concetto sopravvalutato: e così, dalle 9, di solito si inizia a lavorare intorno alle 10/10 e mezza, con relativa pausa caffè e preparazione degli strumenti (accendi e collega i pc, cerca i file, scambia i file su tutte le varie chiavette e così via). Se la giornata inizia bene (e la vostra potrebbe essere proprio così) la persona che manca è quella che aveva tutto il materiale necessario per quella giornata. E pesa così tanto che non può inviartelo per mail o Dropbox, perché a casa sua si utilizza il mulino a vapore. Anche tu vorresti mandargli qualcosa di pesante e doloroso, ma riorganizzi la giornata di lavoro e cerchi di rendere produttivo il tempo rimasto.

Fase 5: Percorsi alternativi…

Nonostante improperi e oscenità in lingue sconosciute, la vita del gruppo continua; oramai si è stabilizzato, creando un clima accettabile per convivere (anche se forzatamente) e lavorare senza troppe noie o ostacoli. Alcuni punti sono già sviluppati e finiti (di solito quelli gestiti dallo stacanovista), altri sono ad un punto morto: o sono idee troppo ambiziose, o mancano i materiali, o c’è troppo lavoro da fare (e chi si è preso l’incarico non è capace di gestirlo). Si mobilitano gli altri in aiuto, dividendo il punto in vari compiti e spartendoseli (giusto per dare un senso di dignità al lavoro collettivo).

Fase 6: Realizzazione on PC

Tutti, anche i meno portati per il PC, devono figurare nell’opera finale: per cui, gentilmente, gli si chiede di scrivere i loro testi e/o di buttare giù qualche diapositiva con Powerpoint, in modo da poterle inglobare nel lavoro finale. Purtroppo il copia e incolla fatto a caso produce risultati inaspettati: o si copia troppo o vengono spostati alcuni file necessari al programma: panicoooo! Mentre stai facendo appello alle pratiche Yoga apprese durante l’estate decidi di intervenire, hai dei figli che ti aspettano a casa e vorresti abbracciarli prima della loro laurea. Proponi la tua idea e, per miracolo, tutto funziona. Tra lo stupore generale e atti di devozione spontanea scuoti i petali di rosa dalla giacca e proseguite nella redazione del Powerpoint.

Fase 7: Stavolta finisce male…

Il lavoro è stato ultimato, Powerpoint non ha più misteri e oramai mancano solo pochi ritocchi. Hai fatto copie di sicurezza su 4 dischi fissi, 2 DVD e 8 chiavette USB, stai giungendo alla pace dei sensi, ormai nulla può più andare storto. Sbagliato: è proprio quando credi che sia tutto finito che inizia il bello. La presentazione andrà esposta al capo, che avete già chiamato varie volte per fissare un incontro (più volte spostato perchè, nel gruppo come nella vita, c’è sempre uno che urla Noooo, nooo, non siamo ancora pronti… ci servono altri 2 mesi!). Ora si tratta di dividersi la piccola conferenza che terrete davanti al vostro committente tra i componenti del gruppo. Dici niente…

Fase 8: Fustigazione divina

Ti trovi nell’inferno dantesco. Le persone emotive volteggiano intorno al tavolo urlando Non siamo pronti non siamo pronti come fossero polli sotto Natale, ignorando il fatto che preparazione e studio aiutano mentre i piagnistei sono solamente fastidiosi. I razionali del gruppo cercano di far vedere le cose in prospettiva ed in termini di fattibilità, il leader è già arrivato al quinto caffè e sta meditando un’amara vendetta, punendosi contro il muro e ripetendo Eppure devo aver fatto qualcosa di male in una vita precedente per meritare tutto questo…

Alla fine il leader sbotta e impone il silenzio a tutti, cani compresi: bisogna dividere le parti da mostrare alla commissione, in modo che non diventi un monologo (ma nemmeno un pollaio) presentando così un flusso coerente e il più naturale possibile.

Fase 9: Ma io non c’ero, e se c’ero dormivo…

Si inizia così a dividere le pagine, contando le parole con la calcolatrice per paura che qualcuno possa dire una virgola in più del suo predecessore.  Il carattere dei singoli, dopo settimane di duro lavoro, ormai si sta sciogliendo come un iceberg in estate e inizia ad invadere gli altri. Nascono vere e autentiche beghe di condominio: Questa parte è mia ma io dico già 10 diapositive, per cui io non la faccio. “Va bene la faccio io”, replica l’altro mentre il leader s’intromette Ma non puoi! Hai già quasi metà lavoro! Troviamo un altro… e così via.

Fase 10: Incredibile ma vero

Dopo tre ore passate a contrattare su virgole e punti, ti chiedi cosa fanno le persone normali fuori dall’università, con figli, mogli e mutui da pagare.
Finalmente sono stabilite le parti. Ognuno se le studierà (forse), guarderà e analizzerà in modo da non sembrare uno stoccafisso che legge a bacchetta dal telone dove stanno proiettando il tuo lavoro. Dopo aver berciato come scimmie urlatrici per due mesi, forse, è giunto il momento di far vedere le proprie abilità all’esterno (è bene sottolineare il forse).
Ti stai rincuorando e pensi che, dopotutto, hai ancora fiducia nel tuo gruppo, nel tuo team, la squadra con cui hai diviso emozioni, gioie e dolori.
Eri quasi pronto al perdono misericordioso quando una in tailleur si avvicina zompettando e ti dice, sottovoce, dopo dieci minuti dall’inizio delle slide: “Scusami, alla 45^ slide dobbiamo fare doppio clic velocissimo perchè c’è un vuoto, una diapositiva nera che dobbiamo infognare…“.
Giusta obiezione, avevamo solo 30 minuti per allestire tutta la presentazione e controllare le slide…

Questi sono i gruppi. Buon divertimento a tutti i team, scolastici e non!

Marco

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Commenti su: "Ldg (Lavori di gruppo)" (4)

  1. Post divertente e purtroppo molto realistico. Mi è capitato diverse volte in università di lavorare in gruppo. Spesso gruppi piccoli da 3 o 4 persone; a volte solo in coppia. Diciamo che 3 persone è un gruppo solitamente ideale.
    Ho lavorato anche in 5 ma si diventa già troppi, è vero c’è sempre chi si deve smazzare nell’organizzazione, c’è sempre il ritardatario e c’è sempre il fancazzista (spesso più di uno), tendo a evitare chi non si impegna in generale…
    In ogni caso, il lavoro di gruppo è l’esperienza più importante per entrare nel mondo del lavoro, soprattutto nei lavori che prevedono collaborazioni in team, come è il mio ad esempio dove lavoro ora in un redazione…

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