Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Il ritorno di Mary Poppins

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Il seguito, attesissimo, di un grande classico Disney. Ne varrà la pena? Buona visione!

La trama

Michael, il figlio dei Banks, è cresciuto e ha tre figli posseduti dall’anima di Satana, che si divertono a fare danni in giro.
Michael è un triste vedovo: la moglie è morta poco tempo fa.

Michael vive con la sorella, bisognosa di sentirsi utile come al madre: aiuta i sindacati e far valere le proprie idee nei tempi della Grande Depressione, sfamando gli indigenti locali.

Quando stanno per perdere la casa, a causa di tre mesi di mutuo non pagato, interviene Mary Poppins che sfruttando la sua magia aiuterà a sistemare le cose, riaprendo i cuori di tutti.

Silenzio in sala

Il paragone con il primo film è molto forte e presente in tutte le scene: gli ideatori della pellicola hanno attinto a piene mani dal successo del primo film, riportando molti elementi ricorsivi anche nel seguito.

Di fatto è la stessa formula del primo film, modernizzata e attualizzata con le odierne tecniche digitali/schermo verde, in modo da rendere la fantasia di Mary Poppins veramente senza confini.

Si balla e si canta fino allo spasimo: io avrei tolto un paio di cantatine, che allungano il film fino al limite umano di sopportazione, portando lo spettatore al coma canterino (superate le prime due ore).

Emily Blunt molto brava, piacevolissimi i camei di Van Dyke nella parte dell’anziano banchiere e la signora in giallo Angela Lesbury come venditrice di palloncini anzianotta.

Tra le presenze illustri ricordiamo anche Julie Walters, vulcanica insegnante di ballo in Billy Elliot, e Colin Firth, nel ruolo di un cattivo che vuole diseredare i Banks senza pietà.

La mano di Mary Poppins, come nel primo film, è discreta ma presente: non risolve tutti i casini, non fa piovere salsicce dal cielo ma aiuta le persone a trovare il meglio di sé stesse.

Anche in questo film Banks padre, accecato dai debiti e dalla scomparsa della moglie, vorrebbe punire i suoi figli/bestie di Satana a frustate ma interviene sempre la saggezza, l’amore e un’infinita comprensione.

Non ho trovato le musiche incisive come nel primo film; a volte si fatica a seguire il ritornello, ma probabilmente essendo canzoni nuove serve la ripetizione incessante per renderle familiari.

Concludendo

Un’eccellente realizzazione tecnica, che ha abbattuto i limiti fisici che attanagliavano il primo film; ora la fantasia di Mary Poppins è veramente sterminata e lo stile è stato pienamente rispettato.

I titoli ricordano il primo film, le animazioni sono bidimensionali con colori pastello… La volontà di ancorarlo al primo film c’era e si è sentita din dal primo ciak.

Attori molto bravi che incarnano perfettamente i valori Poppins di purezza, integrità e moralità in ogni circostanza.

Consigliato ad amici e famiglie, un tocco di purezza canterino da portare nelle proprie feste per partire con il piede giusto, affrontando le sfide del 2019.

Voto: 8/10

Marco

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