Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Bohemian Rhapsody

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Il film sui Queen che, tra critiche e scalpore, è alla ribalta. Vediamolo insieme, buona lettura!

La trama

Un ragazzo pakistano trasferito in Inghilterra con la famiglia fatica a trovare la propria strada.

I quattro canini in più non gli facilitano la vita, portando la sua bocca ad avere una configurazione scimmiesca.

Tuttavia, la cassa armonica così creata, riesce a produrre una voce unica, squillante, armoniosa e melodiosa.

Si cambia nome legalmente, diventa Freddie Mercury. È l’inizio di un grande successo, che contempla però pericolosi abissi proprio dietro l’angolo.

Silenzio in sala

I fan, leggendo che questo era il film che aspettavano da tempo, sono andati su tutte le furie per le imprecisioni cronografiche e storiche.

Freddie non ha comunicato a tutto il gruppo che aveva l’AIDS, non ha mai presentato il compagno alla famiglia come amante ma bensì come giardiniere…

Le solite piccole ipocrisie con cui tutti noi dobbiamo convivere, solo che se vengono rese pubbliche in una pellicola si scatena un putiferio.

Inesattezze a parte il film traccia l’astro nascente di Freddie Mercury, descrivendolo come una stella di rara bellezza e grandezza.

Per questioni cinematografiche/biografiche la storia è stata romanzata in alcuni punti, al fine di renderla più commerciale e adatta per un grande pubblico.

Ciò che il film emana è la grande tristezza e solitudine di Freddie Mercury, che si circondava di maschioni sadomaso tutte le sere ma che avvertiva un grande vuoto dentro di sé, nel profondo del suo cuore.

Il film è anche un’ottima chiave di lettura per evidenziare che, al di là delle umane debolezze (Freddie cercava la felicità in qualsiasi cosa, dall’alcool alla cocaina), abbiamo perso un artista immenso.

La sua capacità di scrivere testi, cantarli con quel suo stile unico e ineguagliabile… ha lasciato un profondo vuoto in tutti noi.

Come i grandi del nostro tempo Freddie non è stato capito, più volte ostacolato, ma alla fine è riuscito a portare la passione del suo cuore, la musica, a tutto il mondo.

Realizzazione tecnica ineccepibile, Malek interpreta Freddie Mercury con una passione e dedizione rintracciabile solo nei premi Oscar. Vive il personaggio, facendolo diventare se stesso.

Concludendo

Un film che scorre, coinvolge e appassiona narrando la nascita di alcuni successi dei Queen (tra cui, appunto, Bohemian Rhapsody), scavando nel passato oscuro di Freddie Mercury e mostrando che una vita sregolata di eccessi, alla fine, ha presentato il conto a soli 45 anni.

I grandi conflitti che lo animavano, un’anima tormentata e irrisolta che ha trovato la sua valvola di sfogo nella musica: una grande prova di coraggio, una scommessa vincente.

Non adatto ai minori, mostra i lati più bassi a cui può portare una carriera senza punti di riferimento ma ci mostra anche la forza di un uomo che lotta per la vita.

La sequenza della consapevolezza, accompagnata dalle struggenti note de Who wants to live forever, è un canto del cigno meraviglioso che commuoverebbe anche le pietre.

Non a caso la sequenza descritta ha portato alle lacrime mezza sala, aumentando il fatturato della Tempo del 50% in questo periodo.

Doppio applauso in sala, un capolavoro che rimarrà nei vostri cuori. Licenze poetiche a parte, ovviamente.

Voto: 9/10

Marco

Commenti su: "Bohemian Rhapsody" (1)

  1. Rieccomi! Anch’io ho parlato di questo film nel mio ultimo post… spero che ti piaccia! 🙂

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