Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Il mondo sulle spalle

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Beppe Fiorello, nei panni di un operaio specializzato, regala forti emozioni. Buona lettura!

La premessa

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Un operaio, Enzo Muscia, dopo trent’anni di lavoro e una promozione a livello commerciale per gestire il parco clienti, riceve la comunicazione, assieme ai suoi 299 colleghi, che l’azienda deve chiudere.

Un’azienda “sana” e con delle valide competenze al suo interno deve chiudere, per coprire i debiti.

300 persone sono a casa ed Enzo, tra un matrimonio e una gravidanza, decide di chiedere un mutuo alla banca di 500.000 euro, fornendo la casa come garanzia, per acquistare la sua ex azienda. Ma non tutto sarà idilliaco come pensava.

Fiction e realtà

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Negli ultimi anni mi sono commosso raramente, vuoi l’età vuoi perché, quando ti avvicini agli anni di Cristo, spesso inizi a conoscere veramente le persone, riducendo biologicamente la tua cerchia di amici.

Beppe Fiorello, attore che ho conosciuto in C’era un cinese in comadi Verdone, ancora una volta mi ha sorpreso: intenso, partecipe, struggente quando deve compiere scelte impossibili e, a quanto pare, tutti gli remano contro.

Parlando con i miei genitori, due affabili 70enni, mi hanno confermato le realtà proposte dalla fiction: le lotte sindacali, le liste dei lavoratori che possono rimanere mantenendo il posto, le invidie di chi deve andarsene.

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Sono momenti molto duri ed Enzo, come un novello Robin Hood, voleva portare il lavoro alle persone. Voleva conferire dignità, voleva trasmettere il concetto che le persone non sono solo dei numeri, ma dei nomi e dei cognomi che provano emozioni e vite intense (che spesso non conosciamo).

 

Nel mio posto di lavoro attuale, pur trattandosi di una realtà della metalmeccanica da 200 dipendenti, ho capito cosa vuol dire l’umiltà e il rispetto.

I dirigenti ti salutano sempre, sono cordiali, pranzano nella mensa aziendale.

I capi più illuminati spesso ti offrono supporto e si mettono a disposizione per fornirti le informazioni necessarie, in un clima di buona collaborazione.

Io venivo da realtà “violente”, dove bisognava correre per tirare la carretta e spesso il ricatto del licenziamento veniva utilizzato come motivazionale.  Queste persone non comprendevano che, così facendo, si crea solo un clima di terrore, portando le persone a compiere maggiori errori lavorando male, di corsa e con straordinari mai pagati.

Concludendo

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È bello trovare realtà nel panorama italiano che impiegano il concetto di padrone-amico in azienda, come proposto dal lungimirante Olivetti, che aveva creato una rete di servizi ineguagliata tutt’oggi.

Certo, mi direte voi, un padrone operaio capisce le difficoltà dei dipendenti perché, banalmente, lui ha subito quello che state subendo voi e si immedesima maggiormente.

Però, se abitassi nel Novarese dove ha sede l’azienda e fossi ancora disoccupato, credo che la terrei in considerazione un’azienda simile.

Un’azienda dove la persona viene prima del numero, dove il lavoro di squadra e il concetto di famiglia sono autentici, genuini e non l’ennesima scusa per pagarti poco.

Una bellissima fiction che apre il cuore, spalanca la mente e ci regala un Beppe Fiorello completamente immerso nel ruolo, ineccepibile come sempre, sensibile ai problemi dei lavoratori e con il sorriso negli occhi quando, dopo una giornata di lavoro, riabbraccia la sua famiglia.

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Un uomo che ha avuto un coraggio immenso, Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana insignito da Mattarella, ha impegnato la casa per offrire una possibilità di lavoro a tutti i suoi ex colleghi.

Un esempio umano da seguire, in una fiction che non mi stancherò di rivedere (vista tre volte, volevo godermi ogni singolo dettaglio).

Complimenti all’attore ma soprattutto all’uomo protagonista di questa storia.

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Una menzione doverosa anche a Claudia Penoni, qui nel ruolo non facile di operaia sposata con un invalido. Un bel ruolo drammatico per una brava attrice comica.

Una stupenda dimostrazione di affetto nei confronti del lavoro e verso le persone che, per anni, a testa bassa hanno svolto il loro lavoro per dare un sostentamento alla propria famiglia.

10 e lode.

Marco

Immagini: Copyright Rai, tutti i diritti riservati ai legittimi proprietari.

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