Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

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Christopher Robin è tornato nel bosco dei 100 acri. Ma siamo sicuri che sappia ancora vivere e creare la magia dei bei tempi andati? Buona lettura!

Premessa

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Christopher Robin, dopo la guerra e il collegio, si appresta a diventare un giovane di successo nella city londinese.

Sull’orlo di una crisi coniugale con la deliziosa mogliettina e sul fatto di essere disconosciuto come padre dalla giovane pargoletta… non sa che pesci prendere usando il lavoro come scusante.

Nel parco vicino casa sua trova il paffuto Winnie Pooh, che ha perso tutti i suoi amici. Christopher entrerà di nuovo nel bosco dei 100 acri, alla ricerca dei suoi amici d’infanzia riempiti di ovatta.

Ma, molto probabilmente, è anche alla ricerca del se stesso che era e che vorrebbe diventare per sua moglie e sua figlia.

Silenzio in sala

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Gli animali di pezza del bosco dei 100 Acri diventano reali, animati grazie alla prodigiosa computer grafica.

Niente disegno bidimensionale, questa volta la magia è vera! Le movenze sono abbastanza realistiche e la voglia di strizzarli sorge spontanea.

La crisi creativa di Disney non conosce limiti e saccheggia, come può, dalle opere di inizio ‘900. Questa volta parliamo del seguito del primo film su Christopher Robin, molto bello e intenso.

A riprova di ciò che dico il titolo italiano “Il ritorno nel bosco dei 100 acri” è una traduzione agghiacciante: vi immaginate vostro figlio di 3 anni quando deve ripeterlo?
Il titolo inglese “Christopher Robin”, sintetizza in modo eccellente il film: è la sua storia, quindi è giusto che lui sia presente anche nel titolo, non rimosso come nella nostra traduzione.

Adesso Robin è un uomo cresciuto, dedito al fatturato e alle valigette in pelle umana. Ma certi ricordi sono duri a morire, soprattutto nel cuore di un paffuto orsetto imbottito di ovatta.

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In una Londra a inizi ‘900, che intorpidisce gli animi e i cuori a causa dello smog onnipresente e della solitudine, troviamo una storia che risulta molto fedele a quella di Mr. Banks.

Un uomo che considera bubbole la fantasia e la creatività, leggendo i libri di storia alla figlia per farla addormentare.

Onestamente, se il regista non fosse stato così bravo a coinvolgerci, è il rischio in cui potevamo incorrere anche noi.

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La figlia, sopra raffigurata, parte quindi in una missione di salvataggio per salvare il lavoro di suo padre ma, come vedrete, anche per salvarlo da se stesso.

Gli amici del bosco dei 100 acri sono rimasti indelebili: ancora spaventati da noddole ed efelanti, mantengono i loro tratti comportamentali tipici che hanno reso felici tanti bambini.

Hi-Oh è ancora sotto antidepressivi, Pooh pensa solo a rincorrere vasetti di miele volanti, Tappo svolge la funzione di ragioniere e di prudenziale mangia carote, Tigro saltella vantandosi di qualsiasi cosa (anche quando va in bagno), Pimpi continua ad essere terrorizzato dal peto di un passerotto.

Eppure, con i loro difetti ed eventuali mancanze, li amiamo così come sono: il bosco dei 100 Acri è un mondo meraviglioso in cui rifugiarsi e riscoprire il piacere di una camminata, una cascata d’acqua fresca, l’ombra rinfrescante di una quercia secolare, immense vallate dove non si riscontra traccia dell’insediamento umano.

Concludendo

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Christopher Robin, dopo aver provato a razionalizzare tutto riducendolo a calcoli e frazioni, riscopre il suo lato fanciullesco e si abbandona ad un pomeriggio di giochi.
Si chiarirà le idee, capendo che il nostro tempo libero ha il valore più alto che esista.

Un film per tutta la famiglia, dove un altro padre forgiato a ceffoni in viso, marce e cemento armato si ricorda che sua figlia non è una calcolatrice ma un essere vivente.

Winnie Pooh dolce come sempre, forse di più in questa nuova versione “real”, ci ricorda che il cuore porta spesso a cose buone. Purtroppo spesso non lo ascoltiamo.

Il palloncino rosso di Winnie che porta allegria rallegra i nostri cuori di ignari spettatori, pronti ancora una volta a farci incantare dalla magia della semplicità, della bontà e della vera amicizia.

Complimenti.

Voto: 8/10

Marco

Tutti i diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Screenshots courtesy by The Walt Disney Company.
Original cover photo by Denise Husted from Pixabay
Artwork Cobain86.

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