Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Siamo tutti profilati

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Cosa succede quando accendiamo lo smartphone al mattino, proseguendo fino a sera? Buona lettura!

Premessa

Il titolo non si riferisce ai profilati d’alluminio, tranquilli.

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Alexa ascolta: tra microfoni non dichiarati e mille persone che ascoltano le nostre richieste c’è poco da stare tranquilli

Un maestro del marketing suggerisce che quando non paghi il servizio, banalmente, il servizio sei tu.

Quando vai alla pompa di benzina e zia Gesualda ti chiede di scendere per utilizzare l’automatico, in questo momento, sei tu che stai adempiendo alle mansioni del benzinaio.

Stessa cosa su Internet: non paghi la posta? Leggono i tuoi messaggi. Non paghi il servizio di ricerca? Spiano le tue ricerche. Non paghi Facebook? Analizzano tutti i tuoi dati, fino al midollo.

Dalla foto dell’alano che rincorre un gatto per fargli la festa alla tua foto in piscina vestito solo con una corona d’alloro, dall’annuncio della scomparsa di un parente caro all’invettiva politica contro il governante di turno.

Tutto il male non viene per nuocere, ricordiamo sempre i concetti dello yin e dello yang: per ogni componente malefica c’è sempre una corrispondente positiva.

La profilazione aiuta, per esempio, a stabilire i vostri gusti. Vi ricorda di comprare le ciabatte di Topolino illuminate a LED, le pantofole di Pippo vibranti e riscaldate… le hai viste l’altro giorno e ora ogni sito che visiti te le propone nei banner laterali.

Il problema è che questa colossale invasione della nostra privacy mina la nostra libertà, rendendoci sostanzialmente tracciabili 24/7, anche quando dormiamo grazie ai microfoni di Alexa, Siri e via elencando.

Come funziona la profilazione

Ti alzi al mattino e, mentre sei in bagno, leggi le nuove mail mentre ascolti Shakira dimenandoti con lo scopino del wc in mano, come un moderno imperatore.

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Il buongiorno inizia dal mattino [courtesy of Buena Vista and The Walt Disney Company]

Se leggi le mail su Gmail Google si sta già documentando su chi ti ha scritto, su cosa potrebbe piacerti e su cosa vorresti comprare. Se usi Spotify o Apple Music idem con patate, stanno già registrando le tue canzoni preferite per fartele ritrovare quando meno te l’aspetti.

Se usiamo i mezzi pubblici ci stordiremo con la musica fino all’arrivo della fermata, se usiamo l’auto magari abbiamo le mani impegnate e rischiamo il sequestro della patente se usiamo il telefono alla guida.

Via libera agli assistenti vocali: Siri quanto costano le cipolle al mercato di Baghdad, oggi piove o domani nevica, i cetrioli soffrono il vento del sud, quando pubblicherà un nuovo album Shakira…

Tutte le richieste vengono memorizzate dai vari assistenti vocali e, nel caso di Alexa, oltre mille persone ascolteranno i nostri dialoghi, per migliorare l’assistente vocale nel feedback che ci restituisce tutti i giorni.

Se per andare al lavoro abbiamo bisogno di Google Maps le nostre preferenze, mete e percorsi arrivano a Google. E così siamo tracciati solo nelle prime due/tre ore della giornata.

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Una volta arrivati a casa, dopo aver risposto alle domande fondamentali della vita (dov’è quale calzino? Chi ha mangiato i sottaceti in frigo? Perché il latte scade sempre di lunedì?) ci buttiamo sul divano, distrutti come un mulo nel tardo medioevo.

Ma il tracking, per i nostri amici, non è ancora finito: spesso, una volta giunti a casa, ci rifugiamo nel tablet o nel portatile per sistemare un paio di cose prima della doverosa nanna.

Il sistema di profilazione, sapendo che siamo rilassati in quanto attendiamo le braccia di Morfeo, ripropone quindi le nostre ricerche del mattino, spingendoci ulteriormente all’acquisto.

Ci ricordano, sostanzialmente, che siamo degli impuniti: non si lascia un carrello Amazon così abbandonato, dopo c’è qualcuno che soffre e non va bene. Completa il tuo acquisto, onesto contribuente.

Concludendo

È davvero difficile mantenere una parvenza di privacy nel mondo odierno. Tuttavia utilizzando una mail alternativa rispetto a Google e DuckDuckGo come motore di ricerca buona parte del lavoro è già stata svolta.

Come potete vedere siamo dei distributori ambulanti di dati, 24 ore al giorno, tutto l’anno.

Non è male ritagliarsi uno spazio per noi, dove nessuno cerchi di venderci qualcosa. Cosa ne pensate?

Alla prossima,

Marco

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