Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Aladdin (2019)

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Ritorna la favola principe della raccolta Le Mille e una notte. Vediamo il paragone con il film cult animato del 1992, buona lettura!

La trama

Antico Oriente. Dalle periferie vediamo comparire un ladro pidocchioso, che vive di mele avanzate e pagnotte rafferme. Durante le sue scorribande conosce, sotto mentite spoglie, la meravigliosa principessa Jasmine.

Tuttavia Jafar vuole spodestare l’opulento sultano e, per farlo, deve recuperare la lampada di un misterioso genio. Aladdin, dopo esser stato arrestato, riceve l’ingrato compito.

Da lì inizierà una girandola di avventure con un genio pazzo, musica a tutto volume, tappeti volanti e cammelli d’oro, in un crescendo rossiniano, fino all’infuocato finale dove tutti i conti verranno risolti.

Silenzio in sala

Nonostante mi ritrovassi in sala alle 15.30 nel pomeriggio di una sonnacchiosa domenica è andato tutto bene.

I bimbi davanti a me non raschiavano in terra, non staccavano pezzi di poltrone e non defecavano sulla moquette. È andata bene.

Il regista del film, per chi non lo sapesse, è Guy Ritchie, l’ex marito di Madonna. Un uomo con la passione per il cinema e le canzoni.

Nel film, giustamente, non si è risparmiato.

Canta tu che canto io, zio ladro

Molti registi, di fronte alla possibilità di rifare questi capolavori in live action, decidono in convertirli in mini opere (come nel mondo lirico): canzoni di apertura, di chiusura, intermezzi, colpi di scena incredibili a cui noi crediamo solo per giustificare 8 euro di biglietto.

L’ipotesi si è insinuata quando ho visto comparire nel film 4/5 canzoni non presenti nel film originale, scritte un po’ di fretta e senza alcuna necessità narrativa.

Mentre pregavo il criceto che queste “cantate” improvvisate finissero per lasciare spazio ai pezzi da 90, pian piano, sono entrato nel clima del film.

Ambientazioni esotiche, un genio pompato con steroidi grazie alla copiosa computer grafica e, dopo la fine di queste canzoncine improvvisate, finalmente i pezzi da capolavoro: Un amico come me, Il mondo è mio e…. sostanzialmente basta.

A differenza del Re Leone dove Scar presenta il suo piano con scenari nazisti a base di iene arrabbiate, Jafar non si presenta, è già infido di suo.

Una sorta di James Bond. Se devi dire che sei James Bond vuol dire che non sei abbastanza riconoscibile, non va bene.

Il genio rivisitato

Proietti ormai si sta avvicinando ai novant’anni, per cui il doppiaggio del genio (recitato e cantato) è stato affidato a due persone diverse (nella versione originale Proietti doppiava il genio dall’inizio alla fine).

Al buon Proietti sono rimasti i dialoghi del padre pacioccone, comunque un personaggio che mi ha sempre fatto tenerezza per questa sua rotondità (vicino al pandoro fresco).

Il nuovo genio, avendo a disposizione gli incredibili prodigi della computer grafica esagera, spara, rivisita, amplia e illustra qualsiasi pensiero possiate avere, in pochi secondi.

L’humour è rimasto inalterato, grazie al buon Will Smith che si è prestato in modo eccezionale e con versatilità eccezionale alla varie sfaccettature del personaggio.

Concludendo

Il film, come già dimostrato con Dumbo, deve avere una morale istruttiva.

Troviamo quindi il problema di rivendicazione femminile portato avanti da Jasmine, che vorrebbe diventare sultana per affermare il potere femminile nelle alte sfere arabe.

Il film dura 2 ore, probabilmente togliendo almeno tre canzoni aggiunte e inutili si poteva chiudere a 100 minuti, con soddisfazione del pubblico e pace dei padri seduti in sala.

A quanto pare il cantare senza motivo in modo forzato non è solo un mio fastidio.

Al passaggio del trailer di Frozen 2 ho visto molti padri di famiglia farsi il segno della croce, pronti ad altri 120 minuti di canzoni continue, spesso non necessarie.

Comunque, canzoni superflue a parte, buona recitazione ed emozioni sempre forti nel vedere come la magia, seppur in 3D, può essere riproposta senza grossi problemi.

Consigliato a famiglie e a trentenni che, come me, hanno vissuto il Rinascimento Disney, godendo di alcune pietre miliari riesumate ancora oggi, per la loro bellezza e creatività.

Voto: 7,5/10

Marco

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