Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

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Ritorniamo nella Terra di Mezzo, sperando di fare nuovi incontri: buona lettura!

La trama

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Anche in questo film i richiami all’origine della vita sono ben presenti

Nelle quattro ore seguenti assisteremo allo svolgimento di ben tre storie.

Frodo e Sam continuano a vagare verso Mordor, nella remota speranza di gettare l’anello nel fuoco del monte Fato e poter tornare nella Contea, a pasteggiare con salsiccia e fagioli.
Faremo la poco gradita conoscenza del repellente Gollum, l’essere immondo rovinato dalla sua ossessione per il biondo anello.

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Aragorn, Legolas, Gimli ed in seguito Gandalf (divenuto Gandalf il Bianco, grazie all’upgrade ricevuto negli inferi) forniscono supporto a Rohan: la città verrà attaccata dai diecimila guerrieri dell’esercito di Saruman il Bianco nel Fosso di Helm. Rohan ha un esercito di trecento combattenti, per cui i rinforzi sono sempre graditi.

Nel mentre Merry e Pipino, due hobbit odorosi che girano alla membro di alano, capitano in una foresta di alberi semoventi.
Il millenario Barbalbero li aiuterà ad attaccare Isengard (sede dell’allegra fonderia di armi e combattenti putrefatti fondata da Saruman, ndr), inondando tutto ciò che si para sul loro cammino.

Silenzio in sala

La doccia continua ad essere un bene non pervenuto tra i protagonisti del film: anche in questo capitolo piedi odorosi, eserciti putrefatti e pus purulento farà la sua comparsa come se piovesse.
Frodo sta vivendo possessioni demoniache grazie all’anello, per cui è meno costipato rispetto al primo capitolo.

La conoscenza di Gollum, un essere non ben definito, anoressico e putrefatto, ci consente di comprendere il destino a cui vanno incontro i possessori dell’anello.

Il film è stato girato completamente in Nuova Zelanda, così abbiamo modo di osservare ancora scenari e paesaggi mozzafiato, tra orchi odorosi, nani ed elfi dalle fattezze stupefacenti.

Tuttavia qualche dubbio sgorga sovrano, osservando la pellicola:

Perché a Rohan non usano la pece bollente rovesciata come acqua fresca sugli aggressori? Perché non usano le frecce infuocate?

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A cosa serve Frodo nella storia del film? Date l’anello ad Aragorn e facciamola finita.
Frodo vive di costipazioni e continue risposte enigmatiche, è un peso morto sostanzialmente.

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L’elfo più curato della storia: i barbieri, nella Terra di Mezzo, sopravvivono grazie alla sua ossessione per il colore biondo e alla cura del lungo capello

Perché mentre tutti puzzano come maiali concimati Legolas va sempre, tutti i giorni, a farsi tingere i capelli dal barbiere?

Perché Frodo non gira con una cartina e si affida ad un essere putrido come Gollum?
LOTR_2_28 È chiaro che non può essere salvato, è un essere affetto da doppia personalità e tendenze omicide.

Probabilmente non riceverò mai risposta da Jackson a questi quesiti.

Al di là di questi dubbi esistenziali il film è interessante; anche senza il commento delle mie accalorate amiche, infatti, mantiene una sua forma e sostanza che lo rendono molto bello.

Meno poetico del primo, più battagliero, oltre ad accendere ai dubbi di cui sopra fa meditare una mancanza importante: Enya.

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Come dimenticare, infatti, nel primo capitolo la celestiale May It Be, che farebbe commuovere anche un cinghiale all’attacco?
Non si capisce perché una cantante che, chiaramente, ha uno stile che si sposa a pennello con questa trilogia, non sia stata richiamata.
Non era soddisfacente? Costava troppo? Stava vendendo dischi in Svizzera?

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Un vero peccato: Enya era la ciliegina ideale, specialmente nella sezione dedicata all’amore mortale di Aragorn per la celestiale ragazza del cielo Arwen:
due universi contrapposti, un amore proibito e impossibile che scalda gli zoccoli/tacchi delle donne presenti in sala, pronte a scalpitare come al Palio di Siena.

Senza contare che, con tutte le cariche presenti nel secondo capitolo, Storms in Africa lanciata con un sottofondo vellutato di tamburi da guerra era decisamente appropriata.

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I grandi misteri del cinema: la mancanza del fuoco (materiale) versato ardente sui nemici e la mancanza della voce (infuocata sì, ma di passione) di Enya.

La figura di Frodo, un grande enigma

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Frodo Baggins è un orgoglioso mangia patate che ha ereditato un anello e gli hanno chiesto, in poche parole, di essere un precursore della UPS e di consegnarlo al Monte Fato.

Io capisco che la massima ambizione di Frodo, prima di ricevere l’anello, fosse quello di coltivare e ingozzarsi di rubicondi pomodori, ma la vita (purtroppo per noi) l’ha destinato ad altro.

Il fatto che Frodo sia, sostanzialmente, un mezzo uomo in preda a spasmi intestinali virali, combattuto tra il volere dell’anello e i suoi bisogni primari, dovrebbe renderlo il nostro eroe.

Un eroe alla portata di tutti: un piccolo contadino odoroso che, grazie alla casualità assoluta, va in giro per il mondo a concimare e a salvare l’umanità, con l’amichetto giardiniere al seguito.

Tuttavia il ruolo marginale di Frodo, nella storia, viene già evidenziato nel secondo capitolo: ampio spazio viene dedicato alla battaglia e alla difesa del patrio suolo, perché ricordatevi che anche un fosso, per Tolkien, è sacro.

Conclusioni

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Enya e dubbi colossali a parte anche qui siamo rapiti dalla storia di J. R. R. Tolkien: dopo solo quattro ore cogliamo l’inutilità della storia di Frodo con l’inquietante Gollum.
Date l’anello a qualcuno che sia capace di portarlo, senza costipazioni intestinali e possessioni demoniache, grazie.

Ci appassioniamo come furetti alla battaglia guidata da Aragorn e, come sempre, continuiamo a chiederci il motivo della presenza nella storia di Merry e Pipino, due drogati di erba Pippa che pensano solo a strafarsi.

Nel complesso un film bello, lungo e intenso. Intenso è la parola principale: conviene aereare il locale durante la visione per non addormentarvi di schianto, fatevi un pisolino preventivo al limite.

Grazie alla fantasia di Tolkien anche le cose più banali hanno nomi impronunciabili, per cui è un attimo, guidati dall’abbiocco suino, perdere dettagli e riferimenti.

E poi pareva brutto attaccare subito la Terra di Mezzo: questo intermezzo è necessario per dare sfogo alle passioni raccontate nel primo capitolo, con un occhio al sanguinario visto la ricorrenza della sorella Morte dietro ad ogni angolo.

Ma, se riuscirete ad arrivare fino ai titoli di coda, il vostro sforzo sovrumano verrà ripagato, credetemi.

Voto: 8/10

Marco

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