Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Toy Story 4

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Woody e Buzz in una nuova avventura fuori porta. Buona lettura!

Premessa

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Woody, Buzz e l’allegra brigata sono stati destinati a Bonnie da Andy, nella commovente scena in cui il nostro ragazzo parte per il college.

Tuttavia a Woody iniziano a puzzare gli stivali e, da giocattolo principale, si ritrova nell’armadio a far polvere.

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Durante una simpatica scampagnata in camper Woody dovrà badare ad una pestilenziale forchetta e, nel mentre, capire cosa fare della sua vita.

Essere, per l’ennesima volta, il giocattolo di un bambino o esplorare il mondo, la vita e l’amore?

Silenzio in sala

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Woody, incrollabile sceriffo leale fino alla morte, cerca di aiutare una paffuta bambina a non perdere la fiducia in se stessa per l’asilo, una nuova grande avventura.

Questa forchetta puzzolente (è stata costruita dai rifiuti) in italiano viene doppiata da Luca Laurenti, che con la sua simpatia aggiunge umanità al personaggio.

Mentre Woody si occupa di odori molesti e di forchette ribelli scopriamo che fine ha fatto il suo grande amore, Boo, e la rivediamo in questa pellicola.

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Il film, cavalcando l’ondata femminista sessantottina lanciata da Brave-Ribelle, presenta una pastorella ninja che, armata di tre pecore di porcellana, parte alla conquista del mondo.

Boo ha subito la stessa fine di Jessie: viene data in beneficenza ma, anziché disperarsi cercando la prossima adozione, fonda una banda e scorrazza indisturbata nel luna park cittadino.

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Scopriamo che Woody, sotto all’imbottitura e al suo impianto vocale, ha un cuore e si emoziona. Si commuove. Prova amore per questa focosa pastorella.

Concludendo

Molti, con la scusa delle allergie, in sala hanno usurato scatole di fazzoletti a forza di commuoversi.

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Vedere Woody donare un suo organo per salvare un giocattolo e donare la felicità ad un altro, la voglia di aiutare agli altri… è molto difficile non pensare al nostro grande amico Fabrizio Frizzi, recentemente scomparso.

Questo film, in un certo senso, è un grande omaggio a Fabrizio: Woody ha incarnato le migliori qualità di Fabrizio, evolvendosi da semplice giocattolo al ruolo di persona matura.

Una mutazione simile a quella di Pinocchio, tralasciando il dettaglio che Woody continuerà ad essere composto di vinile e gommapiuma.

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Una grafica sbalorditiva che rende giustizia ad una delle saghe più belle della storia del cinema, riflessi e ombre con dettagli realistici semplicemente impressionanti.

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Il cinema di animazione qui compie un salto, si evolve, diventa una riflessione per gli adulti e una storia scanzonata per i più piccoli.
I personaggi crescono e maturano con noi, mostrandoci una gamma di emozioni e sentimenti mai visti prima in un film d’animazione.

Alcuni spettatori, sul finale, se la sono presa con Woody perché non hanno condiviso la sua strada, nonché scelta di vita.

Io concordo con Buzz Lightyear: Woody aveva smarrito la via e ora l’ha ritrovata.

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Gli auguriamo tutto il meglio, ringraziandolo per aver fatto parte delle nostre esistenze crescendoci con spensieratezza, saggezza e lealtà.

Grazie Woody/Fabrizio per averci regalato le ore più belle della nostra vita.

Voto: 10/10

Marco

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