Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Lo Hobbit 2 e 3

Hobbit3_1Concludiamo la seconda trilogia dell’anello, per la gioia di tutti quanti. Buona lettura!

Trame – Lo Hobbit 2 – La desolazione di Smaug

Beorn è un mutatore di pelle orso/uomo che va in giro a far danno nella foresta.

Bilbo diventa invisibile grazie all’anello e libera tutti i suoi amichetti, dopo esser stato imbozzolato dal ragno come il nipotino.
Scendendo dentro ai barili nel fiume si lavano tutti insieme finalmente, ma l’odore emanato è talmente forte e pestilenziale che attira tutti gli orchi nel raggio di 50 km.

Grazie ad un carico di pesci l’odore continua a farci compagnia, portandoci nel mondo degli uomini.

Lo Hobbit 3 – L’avanzare delle cinque armate

Il drago cattivo, come barra la leggenda, viene messo a dormire e, tra incendi devastanti le persone cercano la normalità e i soldi per ricostruire l’odoroso villaggio.

Il tesoro dei nani è il classico oggetto giusto nel momento giusto, basta presentarsi per fare un bancomat.

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Torim, Scudodiquercia, grazie alla corona del re dei nani, perde la brocca e pensa solo al tesoro.
Grazie ad una lite da scuola materna per via dell’Arcagemma (donata agli elfi) scatena una guerra, con cinque armate che si susseguono a tradimento, senza soluzione di continuità.

Dopo aver avuto una rivelazione simile al Canto di Natale ritorna in se e decide di affrontare con la spada tutti quelli che gli si parono davanti, correndo su una capra che in realtà ricorda un muflone in calore.

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Nel mentre un’elfa rossa (Auriel) sviluppa pensieri copulatori con un nano, forse guidata dalla leggenda (uomo basso tutto ca**o).

Legolas smette di pensare alle meches, scagliando meno frecce ma dedicandosi ad acrobazie da circo con la spada per fendere il fetido nemico.

Silenzio in sala

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Approfttando delle feste natalizie ho cercato di completare la trilogia, cercando di rimanere sveglio fino ai titoli di coda, perlomeno.

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Legolas chiede al suo collega se gradisce i fagioli con il riso in mensa

Ho deciso di aggregare gli ultimi due film non tanto per pigrizia (anche se, ammetto, ha giocato il suo ruolo) ma perché, semplicemente, il terzo film è un’ondata continua.
Ricorda Gears of War: aspetti ondate su ondate, pregando che si diano una mossa, mentre tu sonnecchi sul controller ormai consunto dal tempo e dal sudore.

Se nel secondo film, infatti, si cerca di dare una parvenza di storia ai sanguinosi scontri presenti, qui è una gran caciara dove tutti si buttano in mezzo, indistintamente: l’importante è menar le mani.

Guillermo del Toro alla scrittura della sceneggiatura, infatti, ha pensato di aggiungere qualche tocco splatter alla trilogia degli odorosi Hobbit, per cui spade, frecce e trapassi sono del tutto naturali.

Bilbo Baggins, alto come un Puffo cresciutello, mostra inaspettate astuzie e spirito d’iniziativa, commuovendo l’enorme Gandalf Il Grigio, che sa dell’anello che possiede gioiosamente Bilbo senza far parola ad anima viva.
Nel secondo film assistiamo ad un evento storico per Bilbo Beggins: si lava, evento rarissimo da documentare con le video camere del National Geographic.

Concludendo

Una trilogia girata sulla falsariga del Signore degli Anelli, con molti elementi in comune e poche reali novità.

Il terzo film diventa una sorta di Super Smash Bros: tutti contro tutti (elfi, nani, mangiaterra, spaccapietre, minatori, carpentieri, idraulici…), troviamo tutto l’assortimento di Tolkien.

Bilbo, in alcune occasioni, si dimostra più scaltro del nipote e se la cava, facendo funzionare la melonaia (la testa) a pieno regime.

È sempre un piacere rivedere gli attori della serie principale, ci mancherebbe (anche perché devono sbarcare il lunario), ma ormai la storia sa di già visto. Rischiano di produrre film a stampino, come è già capitato ad altri successi cinematografici (vedi Jumanjii the next level, praticamente una copia del primo uscita l’anno prima).

Bello il secondo, dedito all’ammucchiata il terzo, dove oramai non si capisce più chi sta con chi e cosa ci facciamo lì in sala, visto che sostanzialmente godono a randellarsi in modo animale e suino.

Se volete avere un’idea di come si conclude la trilogia accomodatevi, per il resto nulla di che. Una piacevole compagnia in un pomeriggio piovoso.

Voto: 8/10

Marco

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